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Il collasso delle terapie intensive e la denuncia dei medici sui tamponi

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L’inaffidabilità nella comunicazione dei dati Covid da parte della Regione Puglia (in un giorno recentemente sono stati inseriti nel sistema 50 decessi di una settimana) trova conferma nello scostamento fra i dati di ieri e quelli di oggi. Impossibile che in 24 ore la percentuale di tamponi positivi sia salita dall’8 al 13,25%. Nel dettaglio sono stati eseguiti 14895 test di cui 1974 (809 in provinci9a di Bari) positivi. 51, numero altissimo, i decessi di cui 14 nel barese.

Preoccupa l’occupazione dei posti letto: nell’area terapie intensive il tasso di occupazione e’ al 46%, percentuale altissima se si considera che la soglia di guardia e’ fissata al 30%. L’area medica Covid è occupata al 54% contro la soglia critica del 40%.

La morsa del contagio non da tregua e per i medici di medicina generale una delle cause e’ la difficolta’ (denunciata ripetutamente da questa testata) di somministrare tamponi rapidi. La Federazione dei medici di medicina generale denuncia a Michele Emiliano e Pier Luigi Lopalco “la impossibilità, per i medici di medicina generale, di ottenere la prenotazione del tampone per i propri pazienti, in quanto il sistema regionale non prevede la possibilità di prenotare direttamente il tampone ma consente la sola richiesta lasciando al Dipartimento la gestione delle agende. Il sistema – sostiene la Fimmg – nella stragrande maggioranza dei casi, restituisce una risposta che evidenzia l’indisponibilità di slot per effettuare il test. Ma la cosa più grave è che di fronte a tale indisponibilità, il Dipartimento non provvede a individuare una data per il tampone. Tale situazione incide ovviamente in maniera molto negativa sull’assistenza, sul tracciamento e sul contenimento della pandemia e rischia di incrinare il rapporto di fiducia tra medico e paziente”.

L’assessore alla Sanità Lopalco ha intanto dichiarato che, indipendentemente dalle direttive romane delle ultime ore, chi ha ricevuto la prima dose di vaccino AstraZeneca, dello stesso vaccino riceverà anche la seconda

Infine anche in occasione della somministrazione vaccinale ai caregiver under 16 sarebbero state commesse irregolarità e abusi su cui sta indagando il Nucleo Ispettivo regionale sanitario (Nirs) e la procura della Repubblica. Insomma domenica e lunedì altri furbetti avrebbero speculato sui disabili creando artificiose condizioni per essere vaccinati.

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