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Specchietto o fiancata è sempre la stessa truffa. Denunciati due habitué in trasferta

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È chiaro che bisogna fare attenzione. Sempre. Quando si sta al volante in città e fuori città i pericoli sono tanti, così come sono tante le distrazioni. Ma in questa stretta finestra temporale che si viene a creare, spunta precisa, come un orologio svizzero, la truffa dello specchietto.

Per chi non avesse avuto il “dis-“piacere di essere vittima di questo raggiro, cerchiamo di spiegarla. È una truffa sottile e astuta e, se ben architettata, frutta soldi immediati senza fatica. L’artista truffatore osserva i passanti a bordo delle auto dagli specchietti retrovisori della sua auto parcheggiata in una strada piuttosto scomoda e angusta. Di solito è un’auto intestata a ignare persone o è stata rubata in altre città. L’abilità sta nell’individuare l’automobilista distratto e indaffarato, ignaro del suo destino. Al passaggio dell’auto, il truffatore con un oggetto qualunque facile da far sparire, di solito un bastone o un sasso, colpisce la fiancata dell’auto in transito simulando un forte colpo. Da qui si sviluppa la fantasia: l’incolpevole automobilista viene inseguito e viene fatto fermare. Il truffatore reclama la rottura dello specchietto, già rotto precedentemente, o il graffio della fiancata, già segnata. La vittima, timorata, impressionata e agitata per il tempo perso e per la situazione, è disposta così ad accettare qualunque soluzione pur di andare via. Così il truffatore-benefattore va incontro alla vittima, proponendo una scambio equo: invece di contattare le assicurazioni, si cerca un accordo economico immediato che sia estremamente conveniente, di facciata, alla vittima. Una volta versati 50, 100, 150, 200, 250 euro, si ritorna amici come prima e ognuno prende la propria strada senza più incontrarsi. Tutta la pantomima si consuma in meno di 5 minuti. Una volta riscosso, il truffatore si sposta in un’altra zona e ricomincia tutto daccapo.

In alcuni casi, pochi, la truffa è sfociata anche in azioni violente, ma il pronto intervento delle forze dell’ordine ha evitato il peggio. Ebbene sì, da un po’ le forze dell’ordine vengono subito contattate dalle vittime appena il truffatore si presenta, bloccando di fatto l’operazione illecita.

È questo quanto accaduto quindi ieri mattina a Bari. Nel quartiere Libertà un 34enne in via Brigata Regina è stato affiancato da una Alfa Romeo 147 grigia, che lo costringeva a fermarsi. Secondo il conducente dell’Alfa, il 34enne gli aveva strisciato la fiancata pochi metri prima. La vittima ha subito intuito che poteva trattarsi della “truffa dello specchietto”, chiamando immediatamente la polizia. Per tutta risposta, il truffatore è scappato. Ma la descrizione della vittima, i lettori delle targhe e le telecamere hanno permesso di rintracciare il fuggitivo. Infatti, dopo pochi minuti è stato intercettato e bloccato mentre percorreva viale Europa. A bordo dell’auto c’erano i due habitué della truffa: un crotonese classe ‘83 e la sua compagna, nativa della provincia di Siracusa, classe ’85, entrambi residenti a Noto, in provincia di Siracusa, pluripregiudicati. Inevitabile la denuncia per truffa in concorso mentre l’Alfa Romeo 147 è stata inserita in una black-list per prevenire altri simili episodi. Attivato anche il procedimento amministrativo finalizzato all’emissione del foglio di via obbligatorio dalla città di Bari e le sanzioni previste per la violazione delle norme anti contagio.

La polizia ha anche diramato alcuni elementi distintivi della coppia al fine di invitare altre possibili vittime: l’uomo, 38enne, è alto 1 metro e 70 cm, corporatura magra e carnagione scura, con barba e capelli scuri e gelatinati, mentre la donna, 36enne, che dimostra più della sua età, è alta 1 metro e 60 cm, mora e di corporatura medio-robusta.

Come difendersi da questa truffa e da ogni truffa? Con l’attenzione. Bisogna essere sempre molto attenti, non bisogna farsi prendere dalla tensione o dal panico, ma con calma bisogna contattare subito le forze dell’ordine ogni qualvolta le situazioni sono poco chiare o le pretese siano inconsistenti e fornire quanti più dettagli possibili. Infine, non bisogna avere paura a denunciare un illecito, perché se nessuno ha il coraggio di segnalarlo, quell’illecito sarà perpetrato all’infinito.

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