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Quale futuro per la Banca Popolare di Bari?

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Alcune Associazioni di Consumatori, già riunite nel Comitato degli azionisti, (Adusbef, Adiconsum, Assoconsum, Confconsumatori, Federconsumatori, Unione Nazionale Consumatori, Polidream) hanno dibattuto con la nuova dirigenza della Banca Popolare di Bari sulla ormai vecchia quanto intricata questione del ristoro dei vecchi azionisti della Banca. Questi ultimi infatti vari mesi fa sono stati chiamati ad avallare la trasformazione in SPA della banca per poterla salvare ed oggi si ritrovano senza nulla in mano.
È di assoluta evidenza che questa situazione non può in nessuna maniera rimanere priva di risposte sia per il necessario recupero di credibilità di quella banca sia per restituire all’intero comparto bancario un minimo di credito. Siamo ancora lontani dal ritorno alla auspicata redditività e quindi si possono mettere a disposizione solo somme molto più modeste di quelle auspicate. Questa è l’amara realtà rappresentata dai vertici della Banca e che ha lasciato di stucco i rappresentanti dei risparmiatori.
Quindi le sfide che si sono poste sono molteplici; serve cercare le risorse per il minimo ristoro necessario a non trasformarlo in elemosina; serve rilanciare la banca e la sua redditività andando incontro alle esigenze della clientela che in tempi di pandemia ha vitale bisogno di trovare nel sistema bancario e specie nella banca del territorio quella collaborazione che già sarebbe stata utile in tempi più lontani; serve anche pensare alle migliaia di famiglie di dipendenti della banca che vedono vacillare la sicurezza del proprio posto di lavoro.
Certe dichiarazioni evocanti scenari imprecisi quanto roboanti di “banche del sud” applicate a questa banca appaiono, in queste condizioni, quanto meno fantasiose e stridenti -se non irridenti- se accostate al sacrificio imposto ai soci della Banca di Bari.
I rappresentanti dei risparmiatori si sono detti disponibili a partecipare attivamente a questo recupero come già ebbero a dichiarare molte altre volte quando le condizioni di contesto erano più promettenti; sempre però in un quadro di rapporti limpidi e paritetici con il resto della compagine sociale nel rispetto e nel riconoscimento formale dell’immenso sacrificio assolto dagli azionisti nel salvataggio della banca.
I vertici della Popolare hanno dichiarato che stringeranno quella mano che gli è stata tesa.
I tempi sono ancora più bui di quanto non lo fossero mesi fa ma forse questo sarà ricordato come il primo passo di una nuova Banca Popolare di Bari che non può non passare attraverso la piena soddisfazione dei soci.

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