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A scuola con il Covid-19. L’inizio dell’incubo

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11 marzo 2020. L’OMS dichiara pandemia mondiale a causa della diffusione del Sars-Covid 19, virus di natura ignota e mortale a facile trasmissione. Lo Stato Italiano dichiarò lookdown nazionale per emergenza sanitaria. In quel momento le scuole rimasero chiuse due settimane e poi attuarono un modo per effettuare lezione a distanza. Ovviamente non tutti disponevano di internet e di strumenti informatici in casa, ma le scuole diedero in dotazione strumenti che garantivano la massima partecipazione negli incontri online. Le difficoltà erano comunque tante come interruzioni, connessioni lente e per alcuni difficoltà nell’apprendimento, insomma difficile frequentare una scuola racchiusa in un monitor da tredici pollici. In quel periodo la scuola ha avuto un brusco cambiamento, la mancanza di socializzazione, di visite culturali, di gite scolastiche, di recite di fine anno, tutto ciò sottratto alla nuova generazione causando delle ripercussioni sui comportamenti e sugli aspetti psichici degli studenti. Trascorso l’anno scolastico e con la speranza che il peggio fosse passato, il problema si ripresenta nell’ottobre 2020 con l’aumento dei contagi costringendo le famiglie ad aderire alla DAD o alla DID, senza considerare il lavoro fatto dagli istituti scolastici per adeguare i protocolli di sicurezza, ingressi  differenziati, prelievo della temperatura, gel igienizzanti in ogni angolo, aule dimezzate, banchi sparsi per le classi ,forniture di migliaia di mascherine, degli spazi di apprendimento, ma tutto ciò non è servito ad evitare i contagi e la DAD e quindi l’incubo si ripresenta con intere classi in quarantena, insegnanti e collaboratori colpiti dal coronavirus, decreti regionali settimanali, creando squilibri alle famiglie, insomma un vero disastro e confusione! Ma in tutto ciò gli studenti della generazione in corso sono pronti ad adeguarsi in qualsiasi condizione facendo apprezzare in ognuno di loro la vera importanza della scuola, dello stare insieme, in piena libertà o del poter fare tutto senza condizioni, perché solo in momenti come questi si riesce a comprendere il valore della normalità, delle cose semplici che troppe volte si danno per scontate e che, forse, così scontate da oggi in poi non lo saranno più.

Marco Gagliardi, 1^E scuola secondaria I grado, IC “Japigia 1 – Verga”

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