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Aggredì e minacciò una giornalista al Libertà: condannata la moglie di Caldarola

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Un anno e 4 mesi di carcere. Riconosciuta l’aggravante mafiosa. Monica Laera (nella foto), moglie di Lorenzo Caldarola, a sua volta in carcere per associazione mafiosa,  è stata condannata per l’aggressione a Maria Grazia Mazzola, giornalista Rai, che nel quartiere Libertà aveva “osato” avvicinare lei, per chiedere spiegazioni sulle accuse di violenza sessuale nei confronti del figlio. La donna non aveva gradito e aveva reagito aggredendo con un pugno la Mazzola e minacciandola di morte: “Non venire più qua, che ti uccido”.

Al termine del rito abbreviato, il sindaco Antonio Decaro – il Comune si è costituito parte civile nel processo – si è detto soddisfatto per la sentenza, puntando il dito contro le logiche di supremazia e controllo del territorio proprie dei clan criminali: “A Maria Grazia Mazzola, che con coraggio ha denunciato l’accaduto, giunga l’abbraccio dell’intera città e la solidarietà di tutti i baresi che come lei non si sono mai arresi davanti a queste logiche. L’informazione, il diritto alla cronaca e il lavoro di denuncia nella nostra città sono un diritto sacrosanto da difendere in tutte le circostanze”.

La Laera, già condannata in via definitiva per mafia, era stata protagonista anche di un altro episodio rimbalzato agli onori delle cronache. Come “madrina”, aveva accompagnato un parente nella chiesa del Redentore, in occasione della prima comunione, a bordo di una Ferrari.        

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