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La Confesercenti Bari invita all’unità per superare il momento difficile

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“Ora, più che mai, occorre essere tutti uniti: Governo, Regioni e Sindaci hanno il preciso dovere di stringersi ai cittadini e di combattere insieme a loro per l’obiettivo comune di una ripartenza che sia reale e che faccia ripartire l’economia del nostro Paese, della nostra Regione, delle nostre Città. Ecco perché chiediamo a tutti i sindaci, e a coloro che volessero, di condividere le nostre proposte sui tutti i canali social”. Lo scrive Raffaella Altamura presidente della Confesercenti Bari.

“Abbiamo rilevato una tensione sociale crescente rispetto a una situazione non più sostenibile dal punto di vista economico. La volontà comune delle attività di riaprire non è una scelta scellerata e priva di fondamento, ma la conseguenza ben più reale di un vuoto economico creato dal Governo rispetto a una mancata corrispondenza tra chiusure imposte e adeguato riconoscimento economico”.

Di seguito le  osservazioni di Confesercenti.

𝗠𝗶𝘀𝘂𝗿𝗲 𝗶𝗻𝘀𝘂𝗳𝗳𝗶𝗰𝗶𝗲𝗻𝘁𝗶 Il contributo a fondo perduto previsto dal DL sostegni ha raggiunto una platea molto contenuta (indicativamente il 20% delle partite iva storiche che hanno avuto perdite nel 2020). Questo non perché le perdite non ci siano state, ma perché i parametri utilizzati, come quello del fatturato e della perdita del 30%, sono state dannosamente selettive e nella realtà hanno polverizzato le poche risorse messe a disposizione raggiungendo maggiormente chi non ne aveva diritto, riducendone la consistenza in una forbice tra 1,7% e il 5% della perdita annuale subita.

𝗦𝗽𝗲𝘀𝗲 𝗳𝗶𝘀𝘀𝗲 Non si può non considerare che un’attività, anche quando risulta essere sospesa, sostiene inevitabilmente dei costi fissi a cui deve necessariamente far fronte. Nel concreto si parla di affitti, utenze, rate di finanziamenti relativi agli investimenti, contributi personali, acquisto merce (in riferimento per esempio ai negozi di abbigliamento che sono obbligati all’acquisto delle nuove collezioni), creditori, tasse comunali.

𝗖𝗮𝗽𝗶𝘁𝗼𝗹𝗼 𝗧𝗮𝗿𝗶 Al momento e’ una delle imposte che più incide sulle tasche degli imprenditori, specialmente perché, restando chiusi, non si stanno producendo rifiuti. È indubbio come, al momento, i sindaci non siano nelle possibilità di esonerarla o ridurla notevolmente, in quanto il quadro normativo attuale prevede una copertura del 100%. Questo significa che se dovessero abbassarla agli operatori commerciali, dovrebbero inevitabilmente aumentarla ai cittadini.

È fondamentale dunque che il Governo se ne faccia carico, istituendo un fondo ad hoc per questo, oppure che modifichi il quadro normativo diminuendone la percentuale di copertura.

𝗔𝗳𝗳𝗶𝘁𝘁𝗶. Inaccettabile la completa assenza di credito d’imposta e di agevolazioni.

𝗥𝗶𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗮𝗱𝗲𝗴𝘂𝗮𝘁𝗶 Hanno anticipato che ci sarà un’ulteriore manovra da trenta miliardi di euro per introdurre nuovi sostegni, ma occorre la massima tempestività: il DL Sostegni, dopo tre mesi di attesa, ha gravemente deluso le imprese.

Sostentamento personale. Non si puo’ trascurare come oltre tutte le spese che una attività deve sostenere pur restando chiusa, un imprenditore deve anche poter vivere e sostenere la propria famiglia, spesso monoreddito, e che in mancanza di un flusso di cassa e con una palese evidenza di come i contributi erogati siano assenti ed inadeguati, questo oggi risulta essere impossibile.

Scudo giuridico Per quanto concerne i creditori, è inconcepibile come non sia stato previsto uno scudo giuridico reale che potesse proteggere gli imprenditori dai propri creditori. Scendendo nel particolare, il governo ha previsto un blocco delle esecuzioni di sfratto e/o pignoramenti, ma non delle procedure; questo sta portando comunque all’avanzamento di tali procedimenti giudiziari, lasciando in sospeso solo l’esecuzione che avverrà comunque appena questo blocco sarà eliminato.

Abusivismo In riferimento alle attività come parrucchieri ed estetisti è palese come la chiusura di quest’ultimi abbia portato ad un aumento incontrollato ed esponenziale degli abusivi che rappresentano un rischio altissimo per l’incidenza dei contagi Covid-19.

Ecco la chiosa della presidente Raffaella Altamura: È il momento adesso di far quadrato attorno alle imprese, occorre 𝗽𝗶𝗮𝗻𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝗿𝗲 la riapertura delle attività economiche. Le Partite Iva, dopo un anno di restrizioni, sono al limite: dobbiamo dare la possibilità di lavorare a chi può farlo garantendo il massimo rispetto dei protocolli di sicurezza. È assolutamente necessario un cambio di passo anche sul fronte dei sostegni economici. Ripartire tutti insieme si può, anzi si deve”.

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