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Commissari Grandi Opere, il Governo dimentica Bari

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È stata sicuramente una grave disattenzione da parte del Governo non nominare un commissario per il Parco della Giustizia di Bari, che va annoverato sicuramente tra le grandi opere da realizzare anche con una certa urgenza, visto lo stato in cui versano i tribunali, smembrati in più sedi o chiusi, con uffici e aule assolutamente non idonei allo svolgimento della giustizia.

Diretto il sindaco di Bari Antonio Decaro che commenta duramente la “dimenticanza”: «Il governo oggi ha nominato i 29 Commissari per le 57 opere pubbliche già individuate perché “da tempo bloccate a causa di ritardi legati alle fasi progettuali ed esecutive e alla complessità delle procedure amministrative” si legge tra le motivazioni del documento. Oltre alle infrastrutture ferroviarie, stradali, idriche e portuali ci sono altre 12 strutture tra caserme,  presìdi, uffici e alloggi per il personale di pubblica sicurezza. Salta subito agli occhi però l’assenza dei luoghi della giustizia e in particolare del progetto del Parco della Giustizia di Bari che da decenni attende risposte. Da più parti avevamo sollecitato il Governo ad individuare un commissario per questo progetto ma, dall’analisi di questo elenco, dobbiamo dedurre che la funzione giudiziaria non è tra le priorità del Paese. Da anni il distretto di Bari, gli operatori della giustizia, tutti i cittadini chiedono una decisa accelerazione sulla realizzazione del progetto della nuova sede della giustizia. Abbiamo accumulato protocolli, dichiarazioni, studi di fattibilità, tutto nella speranza di riuscire ad accelerare un’opera che serve a dare dignità ad una intera comunità. Ma evidentemente non è bastato. Questo è un grave segno di disattenzione verso un’ emergenza gravissima che pesa sullo sviluppo futuro di questa terra».

Una dimenticanza, una disattenzione che potrebbe pesare e costare molto. Il Parco della Giustizia di Bari è una necessità, sia per gli operatori e sia per i cittadini. È evidente che se i documenti, gli incartamenti, le udienze e gli uffici sono tutti nello stesso posto, i tempi burocratici e amministrativi si riducono sensibilmente, così come i costi di gestione. L’accentramento della Giustizia in un’unica area farebbe risparmiare anche molte spese che oggi si perdono tra affitti e costi accessori di gestione degli impianti, degli archivi e degli edifici sparsi per la città.

Dobbiamo solo sperare, a questo punto, che il premier Draghi corregga subito questo errore, altrimenti la giustizia a Bari ancora per molto sarà gestita in tempi lunghi e frammentata, a costi elevati che graveranno su tutti.

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