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Napoli: dal “caffe’ sospeso” al “soggiorno sospeso” per dare respiro alle aziende turistiche

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A Napoli e’ stato il “caffe’ sospeso”, il caffe’ cioe’ pagato da un avventore in favore di uno sconosciuto che non puo’ permetterselo. Una bella forma di solidarieta’ che funziona anche in altre citta’ italiane.

Qualcuno in questi tempi di dura pandemia ha pensato al “soggiorno sospeso” per cercare di tenere viva l’economia legata ai flussi turistici. Del resto Napoli e’ una delle maggiori attrazioni del nostro paese e richiama ogni anno milioni di vacanzieri.

Ma attenzione: col “soggiorno sospeso” non si offre un soggiorno gratuito a sconosciuti, ma a se stessi.

L’idea e’ venuta ad una coppia napoletana, che gestisce il “Toledo Station B&B” in via Toledo a Napoli, che l’ha resa possibile attraverso una campagna di crowfunding. La coppia ha gia’ raccolto 12 mila euro prendendo adesioni da varie parti del mondo.

Questi soldi sono un anticipo per prenotare una stanza del B&B scrivendo nella casella della data d’arrivo ” Verremo quando passerà la pandemia”.

L’ idea del “soggiorno spospeso, è un esempio di società civile attiva che nell’attesa dell’arrivo dei fondi, resta viva e utillizzando i mezzi a disposizione ,come la piattoforma del crowfunfig, non si ferma e reagisce alla crisi pandemica .

Il soggiorno sospeso crea una rete di collaborazione e solidarietà. Infatti con le adesioni i turisti consentono agli operatori turistici di pagare bollette, canoni di locale ed altro permettendo di mantenere aperta l ‘attività.

L’esempio partenopeo è da seguire e si puo’ creare anche il soggiorno di lavoro attraverso lo smart working che consente di lavorare da remoto godendosi oasi di pace.

In attesa del Recovery plan la comunità attivandosi crea risorse aggiuntive!

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