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Studenti-atleti il supporto delle scuole per gli adolescenti campioni in una specialità sportiva

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Non sempre è possibile conciliare sport e studio. Soprattutto quando, a dover far procedere parallelamente le due attività sono adolescenti campioni. Spesso come i loro coetanei non hanno ancora un chiaro quadro della carriera professionale da intraprendere. Per questo necessitano di punti di riferimento stabili, maestri di vita oltre che educatori, perché l’avere particolari doti per un’attività sportiva, insieme con una passione, non significa avere già il futuro chiaro e deciso. Perché poter scegliere non vuole dire rinunciare ad un diritto qual è lo studio. Grazie al progetto “Studenti atleti di alto livello” del Miur (ministero Istruzione, dell’Università e della Ricerca) le scuole superiori possono sostenere e supportare gli alunni con capacità da campioni consentendo loro di poter praticare un’attività sportiva agonistica ad alto livello e nel contempo continuare gli studi in un liceo, istituto professionale o tecnico.

Ad aver aderito al progetto del Miur ci sono pure alcune scuole della città di Bari. Si sono impegnate a tutelare e ad agevolare, dove e quando possibile, i giovani atleti di alto livello sportivo, e per consentire loro di conciliare ore di apprendimento scolastico e attività agonistica. L’iniziativa è dedicata ai giovani che sono iscritti a Federazioni sportive o discipline sportive associate o leghe di riferimento, riconosciute da Coni e Cip, per cui gareggiano e si allenano costantemente per le rappresentative delle nazionali assolute o le categorie giovanili, accreditati atleti di interesse nazionale, atleti rientranti tra i primi 36 nella classifica nazionale di una categoria sportiva individuale, coinvolti persino nei Giochi olimpici, paralimpici e giovanili (estivi e invernali) oppure di giocatori di squadre militanti in serie ad alti livelli tra cui ci sono il calcio, pallacanestro e pallavolo ma anche rugby e pallanuoto.

Tra le scuole superiori di Bari che hanno aderito al progetto ministeriale del 2018 ecco gli istituti e i licei “Marconi-Hack”, “Romanazzi” e il “Marco Polo”. Quest’ultimo è stato tra i primi ad aver acconsentito e continua a rinnovare il supporto agli studenti che frequentano uno dei tre indirizzi dell’istituto tecnico economico o il liceo linguistico e sono campioni sportivi. Anche questo è un modo per insegnare ed educare nel presente per progettare il futuro dei giovani per consentire di avere una doppia possibilità professionale: quella che scaturirà dall’apprendimento scolastico e quella sportiva tra tante soddisfazioni e incertezze come quella di gare non disputate per la pandemia.

Questi promettenti atleti di età compresa tra i 14 e i 19 anni spesso sono anche costretti a trasferimenti dalla città di origine per cui si trovano, per amore dello sport che praticano da anni e per cui dimostrano particolari capacità, a dover sconvolgere parte della vita cui erano abituati. E’ importante che abbiano sempre riferimenti e supporto tra i docenti, ovvero educatori che sappiano indirizzarli, insieme con i genitori, verso la scelta più consapevole nel continuare a praticare sport e nello stesso tempo di non abbandonare la scuola per conseguire un diploma e pure una laurea. Tutto al fine di poter avere sempre più giovani preparati culturalmente e pure campioni di sport, in salute e liberi di fare scelte importanti e consapevoli, possibilmente senza inutili ostacoli.

Proprio al “Marco Polo” ci sono già stati alcuni atleti-diplomati che hanno potuto usufruire di alcune ma significative agevolazioni nel percorso degli studi di scuola secondaria, altri invece si diplomeranno tra qualche mese. Accanto a loro c’è la professoressa Angela Maiorano, docente di scienze motorie e coordinatrice di istituto fervente difensore di tale progetto in cui ha creduto sin dal primo momento e per il quale ha visto pieno appoggio della dirigente scolastica Rosa Scarcia. “In questo anno scolastico – riferisce la docente Maiorano – abbiamo cinque studenti atleti di alto livello su un totale di circa 1.300 iscritti in tutto l’istituto. Sono tre ragazze e due ragazzi, che praticano varie specialità sportive tra cui calcio e karate, oltre a frequentare uno dei nostri quattro corsi di scuola superiore. In particolare c’è una ragazza che frequenta l’ultimo anno, giunta dalla Lombardia perché attualmente inserita in una nota squadra femminile di calcio locale in serie A. E’ stata accolta nella nostra scuola e ha potuto continuare il suo indirizzo scolastico. Per noi è un progetto importante perché in questo modo la scuola può offrire maggiore attenzione e agevolare questi ragazzi nella partecipazione dell’attività sportiva visto che affrontano allenamenti e gare a livelli agonistici importanti. E non è facile. In questo modo permettiamo loro di portare comunque avanti gli studi e coinvolgiamo in questa parte della loro vita tutti i docenti”.

Tra le agevolazioni concesse ai ragazzi atleti di alto livello c’è la possibilità, ad esempio, di essere esonerati dalle interrogazioni il giorno dopo una gara o di uscire prima, rispetto al normale orario scolastico, se hanno una partita, così come di assentarsi con una giustifica particolare durante la settimana se sono in allenamento più intenso. Ma dietro tutto questo c’è un lavoro fatto di riunioni, incontri tra i vari insegnanti e soprattutto della predisposizione di un Piano formativo personalizzato (Pfp). Insieme con il consiglio di classe si prepara un programma di studio e lezioni su misura per ciascun ragazzo-atleta al fine di aiutarlo a superare eventuali criticità durante il percorso scolastico come potrebbe essere la frequenza regolare alle lezioni.

La normativa è molto restrittiva e di conseguenza i ragazzi che rientrano tra gli atleti di alto livello sono sempre pochi. Si tratta di promettenti campioni che vanno tutelati come tali ma pure come adolescenti e come studenti. “E’ chiaro che il lavoro di noi insegnanti è far capire che hanno bisogno di essere accompagnati in questo percorso, a fronte di una fatica spesso encomiabile nel portare avanti entrambe le situazioni. La scuola che capisce l’importanza dell’attività sportiva e pone attenzione a questi ragazzi è sicuramente una scuola impegnata ad offrire il meglio alla nuova generazione. Tra l’altro poiché il lavoro di atleti non è semplice in quanto dedicano davvero tante ore nel corso di una giornata – aggiunge la professoressa Maiorano – le ore dedicate all’ambito sportivo sono riconosciute come ore di Pcto (Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento, ex alternanza scuola-lavoro, ndr). Sono ragazzi dotati che sottraggono tempo allo studio ma che con tale progetto riescono a conciliare bene i due impegni”.

Un’opportunità per le scuole di Bari attente ai bisogni dei giovani in maniera innovativa e a loro misura, che garantisce un giusto sostegno e favorisce concretamente le doti di uno studente. Un modo per insegnare agli adolescenti a guardare sempre con speranza ed entusiasmo al futuro, a credere in sé stessi e nelle proprie capacità. Una scuola da promuovere.

Anna Caiati

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