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Lettera aperta al Sindaco Antonio Decaro

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Non possiamo non complimentarci della nota diffusa ieri nella quale le Sue accorate scuse costituiscono un segnale importantissimo di onestà intellettuale e quindi di superamento di quella politica di destra e di sinistra, locale, nazionale ed europea arrogante e intellettualmente disonesta (che qualcuno ha definito machiavellica) che ci ha condotto a questo disastro.

Quindi salutiamo con estremo favore queste Sue parole che La onorano e onorano tuti i baresi che vi si ritrovano. Aver visto le Istituzioni e Lei personalmente scatenarsi contro i cittadini rei di andare a far visita ai figli o andare a pescare in solitaria o, “addirittura” organizzare cene natalizie e pranzi pasquali è stata una esperienza che ha lasciato il segno sotto molti aspetti che vorremmo presto dimenticare come un brutto sogno.

Coerentemente con i toni e le ammissioni di errori ci saremmo però aspettati le sue dimissioni.

Perché altrimenti i politici e i malpensanti potranno sempre insinuare che quelle scuse siano funzionali a preparare un ulteriore avanzamento della futura Sua carriera politica che qui al municipio barese volge al termine.

Ma noi non chiediamo le Sue dimissioni sia perchè viviamo un momento terribile in cui serve unirsi e non lacerarsi, sia perché vogliamo fare tesoro di questa Sua voglia di fare che riteniamo sincera.

Noi, cittadini viviamo questo momento un po’ come una linea del Piave dove noi, novelli ragazzi del ’99, facciamo muro come un uomo solo di fronte al disastro incombente.

Infatti l’uscita dalla pandemia non permetterà di vedere a Bari le scene di Londra che Ella ha voluto evocare, perché qui le imprese da sempre sono state sull’orlo della chiusura ed è molto difficile pensare che possano riaprire come se non fosse accaduto nulla. Serve cioè preparare ciò che da molti decenni vorremmo dalla politica, cioè il rilancio dell’economia.

Serve che si azzerino le tasse locali per le imprese, serve che i disoccupati recenti e meno recenti siano liberi di iniziare a lavorare -anche se nel sottoscala di casa- senza alcuna incombenza e costo superfluo, serve che la burocrazia per le Pmi sia azzerata, serve che i soldi del recovery non vengano spesi in parchi (che vanno fatti con la fiscalità ordinaria) ma in opere strutturali come centrali elettriche verdi lontane dai nostri campi e che garantiscano energia elettrica a costi bassissimi alle imprese locali, serve che le spese correnti delle nostre Istituzioni siano ridotte drasticamente come sono stati ridotti i redditi delle imprese che forniscono il gettito, serve aprire il capitolo Banca Popolare di Bari che non solo non è cresciuta dopo il cambio di management e di proprietà, ma si è fortemente ridimensionata. Servono cioè cose almeno di buon senso (oltre a quelle più complesse) che qualunque cittadino non si spiega come non siano realtà già da molto prima del covid.

Quindi salutiamo con entusiasmo l’avvio di questa nuova fase ma Ella, sig. Sindaco, deve senza dilazioni o tentennamenti (anche a costo di aprire vertenze nazionali e regionali) rappresentare e realizzare almeno queste elementari esigenze che al momento nessuno della vecchia politica rappresenta.

Diversamente le Sue nobilissime scuse e le Sue mancate dimissioni prima o poi appariranno inutili.

Bari, 17.4.21 Canio Trione

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