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Policlinico, l’Odissea dei positivi al Covid. La denuncia di un testimone: “Non si dovrebbe andare in giro a dispensare i propri microbi”

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“Se una persona risulta positiva al Covid, non dovrebbe andare in giro a dispensare i propri microbi”, denuncia Ezio, pensionato, dopo aver assistito a un episodio avvenuto ieri al Policlinico. Ma la disorganizzazione ospedaliera, molto spesso, costringe a farlo.  

Il signore si trovava lì a causa di un’infezione all’occhio, perché il suo medico curante gli aveva consigliato di rivolgersi direttamente al reparto di oculistica.

“Mentre ero in attesa – racconta – si sono presentati un padre e un figlio, rispettivamente di 70 e 50 anni. Persone molto educate, che però si sono presentate dicendo: mio padre ha avuto un incidente d’auto, ha qualcosa nell’occhio e c’è da levargliela, però state attenti, perché è risultato positivo”.

Dopodiché, le cinque persone presenti in sala d’attesa sono state invitate subito ad accomodarsi fuori dalla struttura, per permettere agli operatori di sanificare immediatamente l’area. Di conseguenza i tempi d’attesa si sono allungati notevolmente, creando confusione e agitazione.

Ma il motivo principale che ha spinto Ezio a raccontare questa storia deriva dalla voglia di denunciare la disorganizzazione all’interno delle strutture sanitarie: “Mentre il figlio parlava con la dottoressa, ha raccontato che loro sono andati al pronto soccorso dove gli hanno fatto il tampone, e poi gli hanno detto di recarsi a piedi da lì alla clinica oculistica. Ma non avrebbero dovuto trasferirlo con l’autoambulanza? Tuttavia, questo povero Cristo non è stato nemmeno visitato. È sempre rimasto lontano da tutti, non si è mai avvicinato, ma ha aspettato che riaprissero gli uffici e verso le 14, visto che non sono riusciti a far nulla, se ne sono andati via di nuovo a piedi”.

Il signore si rimprovera tuttora di non aver denunciato al Nas.

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