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Puglia zona rossa? Contagi a go go? Le strane teorie dell’assessore Lopalco

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Non accenna a diminuire la catena di contagi da covid 19. Su 12.935 test eseguiti nelle ultime 24 ore in Puglia sono stati registrati 1.525 casi positivi (566 in provincia di Bari), con un tasso di positività dell’11,8% (contro l’11,4 di ieri), più che doppio rispetto alla media nazionale. Undici i decessi di cui 3 in provincia di Bari e speriamo che non si tratti di un dato errato, perché ieri erano cinquanta.

Secondo l’assessore Lopalco è l’effetto dei cattivi comportamenti dei pugliesi nel fine settimana pasquale. Strano, perché i dati sono devastanti in Puglia da più di un mese, la percentuale dei contagi doppia o addirittura tripla rispetto alla media italiana da quasi due mesi. “Non mi dite che non si fanno tamponi e non si fa tracciamento. Se fosse vero, troveremmo meno positivi e l’incidenza sembrerebbe più bassa”. Il prof. Lopalco, nonché assessore alla Sanità della nostra Regione ignora, o finge di ignorare, che per eseguire un tampone molecolare in una struttura pubblica su parente prossimo di un positivo, ci sono da attendere almeno 16 giorni. Altro che “non mi dite che non si fanno tamponi”! L’importanza dei tamponi è fondamentale per isolare i positivi asintomatici che sono i migliori alleati del virus, perchée lo fanno circolare inconsapevolmente e liberamente e che possono essere individuarti solo attraverso l’esercizio del tampone. Perché secondo l’assessore Lopalco gli inglesi mandano a casa di ogni cittadino due tamponi rapidi a settimana gratuitamente? Perché hanno sterline da spendere o da sprecare? Facile scaricare le colpe sui cittadini, ignorando anche le carenze della medicina di base!

Ma evidentemente per Lopalco sono giorni difficili tanto che si è lasciato andare nel corso di trasmissioni televisive in Tv e radio affermando che la responsabilità della gestione della pandemia è dei giornalisti. I quali commettono l’errore di dare notizie (come i repentini cambiamenti delle circolari sulla campagna vaccinale) e – a suo dire – diffondono interpretazioni sbagliate sulle testate locali rispetto alla decisione, assunta dalla Regione, di affidare il perno della cabina di regia anti-Covid – la distribuzione dei vaccini – alla Protezione civile, di fatto spodestando l’assessore.

Immediata la reazione di Ordine dei giornalisti e Assostampa. “Dare notizie e informare i cittadini anche quando quelle notizie non piacciono – proseguono – è un dovere a cui questa categoria professionale, così sbeffeggiata dai pubblici poteri, non intende sottrarsi. E le testate locali pugliesi continueranno a farlo, con autonomia e libertà, nella stessa maniera in cui lo fanno le autorevoli testate internazionali che hanno evidenziato, nei giorni scorsi, gli scarsi risultati della Puglia nella campagna vaccinale”. “L’assessore – concludono Odg e Assostampa – invece di preoccuparsi di presunti “attacchi” nei suoi confronti da parte della stampa “nemica”, si preoccupi di dare risposte chiare e certe ai cittadini dai quali e’ stato eletto sul gran numero di presunti “furbetti”, sui fragili rimasti indietro, sui medici di base che lamentano scarsa dotazione di dosi, sulle code davanti agli hub vaccinali e le attese di chi si era inutilmente prenotato”.

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