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Medici di famiglia in prima linea: “Vacciniamo poco? Le dosi sono limitate”

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Venerdì scorso ogni medico della Asl Bari ha ricevuto in media solo due flaconi di Pfizer ed ha quindi potuto vaccinare soltanto 12 pazienti. I medici hanno quasi terminato ormai le vaccinazioni domiciliari e stanno chiamando i pazienti a elevata fragilità, ovvero persone estremamente vulnerabili o con disabilità grave.

Perché non si può fare di più? Lo spiega Nicola Calabrese, segretario Fimmg di Bari: “Le forniture di vaccino ai medici di Medicina generale sono legate alle quantità ricevute ogni settimana da Roma. Quindi le dosi limitate a disposizione dell’Asl incidono inevitabilmente sulle consegne di vaccino da destinare ai medici di Medicina generale che stanno dando un contributo decisivo alla campagna vaccinale in tutta la provincia di Bari”.

I dati confermano una progressiva accelerazione   nelle somministrazioni: 33mila all’11 aprile 2021; 40mila al 13 aprile 2021 (+ 7mila rispetto all’11 aprile); 76mila al 18 aprile 2021 (+ 36mila rispetto al 13 aprile); 82mila al 19 aprile 2021 (+ 6mila rispetto a ieri).

“I medici hanno quasi terminato ormai le vaccinazioni domiciliari e stanno chiamando i pazienti a elevata   fragilità, ovvero persone estremamente vulnerabili o con disabilità grave. A parità di condizione di fragilità, anche in presenza di patologie diverse, le linee guida indicano di dare priorità in base all’età”, dice ancora Nicola Calabrese. “Per esempio, tra due pazienti, uno con scompenso cardiaco in classe avanzata e l’altro con sclerosi multipla la priorità viene data al più anziano dei due. I medici stanno facendo il possibile e l’impossibile per vaccinare tutti i pazienti fragili quanto prima.  Speriamo in una ulteriore accelerazione della campagna. I medici di famiglia si stanno dedicando anima e corpo ai propri pazienti, sette giorni su sette, senza limitazioni di orario, in un momento in cui i loro   compiti   si   sono   moltiplicati. Dalle prenotazioni per i tamponi alla predisposizione degli isolamenti fiduciari, dal monitoraggio dei pazienti in terapia domiciliare alla preparazione delle liste delle persone da vaccinare, fino alla somministrazione dei vaccini. È un vero tour de force. A tutti i colleghi deve andare un sentito grazie”.

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