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Un virus che non scordo

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È tornata la primavera …

sento gli uccellini cantare

ed i bambini giocare,

tutto a  un tratto mi accorgo

che quel canto è un po’ irreale

niente macchine e clacson,

niente scuole e aiuole.

Di  improvviso mi ricordo …

un virus che non scordo

un nemico fatto d’aria,

invisibile e terribile,

fa venire l’orticaria.

È tornata la primavera

questa volta però non è vera

sono chiuso dentro casa

ma mi sembra di essere alla Nasa

le mani devo lavare

fino quasi a consumare

il mio sguardo ha dei confini,

questi sono i miei vicini

il notiziario da ascoltare

dice che i nonni vuol divorare.

Tutto a un tratto …

è scesa anche la neve

per provare a rallegrare

i nostri medici consumati

che si sentono abbandonati,

lavorano con il pianto

e con il loro cuore affranto.

È tornata la primavera

Ci hai rinchiuso di nuovo dentro casa

e la mia mente è persuasa,

tanta calma nei miei pensieri

ho acquistato dei poteri …

posso leggere, giocare,

ridere e oziare.

Allora è vero ciò che dicono di te,

sei come l’Urlo  di Monet …

è per te che stiamo morendo

ma è grazie a te che stiamo guarendo,

la terra è tornata a respirare,

le mamme con i loro bambini a giocare.

Mamma, aspetto il giorno in cui mi dirai

che tutto è finito,

il vaccino ha sconfitto il virus e ha avuto  il benservito.

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