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Guerra fornacelle, minacciò di morte il sindaco: chiede scusa in udienza e Decaro ritira la querela

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L’imputato che aveva minacciato di morte sui social il sindaco chiede scusa in udienza, il primo cittadino le accetta e rimette la querela. Si chiude così la “guerra delle fornacelle”, quella che aveva visto fronteggiarsi legalità e illegalità nel capoluogo pugliese. Perché la vendita di carne cotta per strada, oltre ai rischi per la salute legati alla qualità degli alimenti, era diventata terreno di scontro per l’occupazione abusiva di piazze e marciapiedi, le licenze alla vendita mai chieste o ottenute. Così Antonio Decaro aveva deciso di ripristinare le regole, soprattutto nella zona del lungomare. Facendo allontanare i venditori abusivi e sequestrando le fornacelle. Cosa andata di traverso al partito della illegalità, soprattutto durante la festa di San Nicola, a maggio del 2016. Di qui i post su Facebook offensivi nei confronti dell’inquilino di palazzo di città che, anche per questo, aveva ottenuto la scorta.

In particolare Giuseppe Alessandro Carvutto, 29 anni, aveva decisamente oltrepassato il limite. Come ha riconosciuto davanti ai giudici: “Sono pentito di quello che ho fatto, mi pento di aver offeso il sindaco e tutta la comunità dei baresi”.

Il primo cittadino, non presente all’udienza, dopo aver saputo delle scuse formali, ha rimesso la querela per diffamazione (accusa quindi caduta) e ha revocato la costituzione di parte civile per le minacce sua e del Comune, costituitosi parte civile a fianco del sindaco.

Carvutto ha reso dichiarazioni spontanee: “All’epoca dei fatti ero un ragazzino, non pensavo a quello che scrivevo. Oggi non lo farei. Crescendo ho imparato tante cose. Volevo stringere la mano al sindaco in segno formale di scuse e chiedergli un gesto di benevolenza. Potrei essere suo figlio, lui potrebbe capire. Volevo guardarlo negli occhi e chiedergli scusa”.

L’imputato ha inoltre detto di aver scritto nei giorni scorsi una lettera di scuse dal carcere e di aver fatto una donazione simbolica di 50 euro ad un’associazione di volontariato.

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