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Numeri inaffidabili, quasi raddoppiati in 24 ore con 35 decessi mentre calano i contagi settimanali

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Avevamo invitato a non farci soverchie illusioni per la percentuale di tamponi positivi sotto il 10% rilevata martedi e mercoledi. Purtroppo (e sottolineiamo purtroppo) avevamo visto giusto. I dati delle ultime 24 ore parlano di un tasso percentuale salito dall’8,8 di ieri al 15,2, quasi doppio, addirittura triplo rispetto alla media nazionale. Probabilmente anche in questo caso si tratta di un dato non veritiero. Perche’ e’ impossibile che il virus dilaghi in 24 ore. L’amara verita’, come abbiamo ripetuto sino alla nausea, e’ l’inaffidabilita’ dei numeri veicolati dal sistema sanitario pugliese. E i numeri sono importantissimi per valutare l’andamento della pandemia. Nel dettaglio nelle ultime 24 ore sono risultati 1.895 tamponi positivi (730 in provincia di Bari) su 12.472 test analizzati, con una incidenza, appunto del 15,2%. Sono saliti anche i decessi da 25 a 35, la meta’ diciotto nel barese. Dall’inizio della pandemia se ne contano 5568.


Gli effetti della prolungatissima zona rossa che dovrebbe durare sino al 30 aprile cominciano sia pure in maniera leggera a sentirsi. Nella settimana dal 14 al 20 aprile i contagi sono diminuiti del 7,2% e quindi anche il numero di positivi rispetto a 100.000 abitanti. Altissima l’occupazione dei posti letto sia in terapia intensiva (44%) che medica (50), ben sotto la soglia di guardia del 30 e 40%.

In Puglia, infine la percentuale di popolazione che ha completato il ciclo vaccinale e’ pari al 6,8%, e si sale al 19,4% se si considerano solamente gli abitanti che hanno ricevuto almeno la prima dose. I dati sono della Fondazione Gimbe. A questi ritmi per vaccinare l’intera popolazione pugliese con due dosi ci vorranno quattro anni circa. Ma sia a livello centrale che periferico, assicurano che il ritmo delle somministrazioni giornaliere e’ destinato ad aumentare.

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