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Favorivano mafiosi: arrestati giudice De Benedictis e avvocato Chiariello

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Qualche giorno fa aveva presentato richiesta per lasciare la Magistratura, quando mancavano otto anni alla pensione. Una scelta incomprensibile, quella del gip Giuseppe De Benedictis. Oggi si è capito perché: il giudice, infatti, è stato arrestato, con un avvocato, Giancarlo Chiariello. Secondo l’accusa, avrebbe ottenuto soldi per emettere provvedimenti favorevoli a mafiosi baresi e foggiani, con un ridimensionamento delle misure cautelari.

L’inchiesta è stata portata avanti dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce – coordinata dal procuratore Leonardo Leone de Castris – dalla quale il 9 aprile è partito l’ordine di perquisizione di De Benedictis, che era stato pedinato mentre, di prima mattina, si recava nello studio dell’avvocato Chiariello. Qui i due si sarebbero incontrati più volte, così come nell’ascensore del palazzo, nell’ufficio del giudice e in un bar davanti il palazzo di giustizia. Nella mattina del 9 aprile – secondo la ricostruzione dei pm – De Benedictis avrebbe raggiunto il legale per riscuotere il prezzo della corruzione per avere disposto gli arresti domiciliari nei confronti di Antonio Ippedico, arrestato per associazione mafiosa. Subito dopo, il magistrato si è recato nel suo ufficio dove erano state precedentemente installate delle videocamere nascoste, che hanno consentito ai carabinieri del Nucleo investigativo di osservare in diretta l’apertura della busta consegnata nello studio dell’avvocato, contenente 6mila euro in contanti. De Benedictis è stato interrogato nell’immediatezza e ha ammesso di avere ricevuto quel denaro. Quindi, ha presentato le dimissioni dalla Magistratura.

In passato il giudice era stato arrestato per detenzione e raccolta illegale di armi da guerra (aveva 1.200 armi conservate perfettamente). Ma dopo 8 anni la Cassazione aveva definitivamente annullato il provvedimento.

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