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Sequestri di armi e fibrillazioni dei clan: rischio guerra di mala?

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C’è qualcosa di più di una semplice fibrillazione tra i clan della mala barese. Il ritrovamento di armi da guerra, micidiali fucili mitragliatori, fucili a pompa e pistole, rappresenta il segnale che qualcosa cova sotto la cenere. I Carabinieri non si sbilanciano ma è chiaro che, da una parte non si tratta di sequestri casuali, dall’altra è in atto una corsa contro il tempo per evitare una escalation da brividi: immaginate cosa potrebbe accadere se qualcuno avesse premuto il grilletto di kalashnikov e M-16 durante un agguato per strada.

E che l’onda lunga, partita da Picone dove è stato recuperato l’arsenale, stia attraversando la città, lo dimostra un altro particolare: le due pistole cariche trovate a casa di un esponente della malavita della città vecchia.

In mezzo ci sarebbero clan storici (Diomede, Anemolo, Capriati, Strisciuglio) pronti a disegnare la nuova mappa del potere.

Tutto potrebbe girare attorno alla faida interna al clan Anemolo, con l’uccisione di Fabiano Andolfi, per la quale sono state recentemente arrestate 11 persone. L’omicidio risale al 2018 e sarebbe stato ordinato dal boss Vincenzo Anemolo, al vertice dell’omonimo clan che controllava sul rione le estorsioni ai commercianti e da Francesco Cascella del clan Palermiti che aveva invece il controllo dello spaccio di droga. Andolfi, ex affiliato ad Anemolo, era passato ad un altro clan, quello dei Capriati ma pretendeva di continuare a spacciare nella stessa zona.

Colpisce comunque la capacità di reperire sul mercato nero le armi da guerra. Segno di un salto di qualità importante sotto il profilo dei collegamenti anche transnazionali.  Oltre ai contatti giusti serve la credibilità criminale per ottenere quanto richiesto.

Un altro tassello da non sottovalutare, in questo gigantesco puzzle, è l’eliminazione di Domenico Capriati, nipote del capoclan Antonio, ucciso tre anni fa a Japigia. Un’azione chirurgica, un delitto pianificato accuratamente, nato all’interno del gruppo per fermare le mire di rivalsa della vittima, impegnata a riannodare le fila del sodalizio criminale. 

Ecco perché c’è timore di una ripresa della guerra di mala. I segnali vanno tutti in questa direzione. La corsa contro il tempo è iniziata.

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