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Domani protesta settore wedding: appuntamento alle 12 sul lungomare

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Uno dei settori più penalizzati dall’ emergenza sanitaria  è quello del wedding, dei matrimoni, intorno al quale ruotano tantissimi professionisti ed un enorme indotto economico. Da ormai un anno e mezzo non è possibile organizzare pranzi o cene di nozze e il settore è ormai in ginocchio. Proprio per questo sono in programma manifestazioni di protesta in tutte le regioni e si pensa ad una class action contro il governo, colpevole di non aver indicato una data di ripresa per i matrimoni e gli eventi privati.

A Bari il punto di ritrovo dei manifestanti è fissato nei pressi della sede della Giunta regionale, sul lungomare Nazario Sauro, alle 12 di domani. I partecipanti saranno vestiti in nero per  trasmettere un segnale forte legato proprio al lutto del settore.

Alla stessa ora a Roma si terrà una manifestazione congiunta presso le sedi istituzionali in piazza Montecitorio.

“Dopo 14 mesi di inattività con conseguente calo del fatturato del 90 percento non possiamo tollerare la totale mancanza di considerazione per il nostro settore da parte del governo. La stagione dei matrimoni è alle porte: non avere ancora una data per la ripartenza significa bruciare mesi di lavoro che rappresentano una boccata d’ossigeno per le nostre 50mila imprese, per i 500mila lavoratori e per decine di migliaia di coppie di sposi costretti all’ennesimo rinvio”, scrive Unanime, la confederazione che raccoglie 15 associazioni del comparto, annunciando l’adesione alle manifestazioni indette dall’associazione Insieme per il wedding.

“Pare evidente che la strategia in atto è quella di dividere categorie economiche di questo Paese, dando vita a palesi e inaccettabili discriminazioni. Noi – spiega la presidente di Federmep Serena Ranieri – rispondiamo mettendo da parte le etichette associative e unendo le forze. Con il solo obiettivo di salvare le nostre attività, i posti di lavoro, il patrimonio di professionalità riconosciuto in Italia e all’estero. Non è più tollerabile l’atteggiamento paternalistico di uno Stato che non si fida di attori economici che hanno dimostrato e dimostrano responsabilità, come attesta il nostro protocollo per la ripartenza”.

Oltre agli operatori economici del settore, alla protesta di domani parteciperanno anche coppie di sposi giunte al terzo o quarto rinvio, giovani che non potranno festeggiare la laurea e numerose altre categorie penalizzate dal divieto.

“La class action, aperta anche agli operatori economici non iscritti alle nostre associazioni – spiega Silvia Daniele, presidente di Wpi – rappresenta la legittima richiesta di risarcimento nei confronti di governi inadempienti e sordi di fronte al grido lanciato da decine di migliaia di imprese. Così come risarcimenti saranno presentati dalle coppie provate psicologicamente ed economicamente da questa non più sostenibile incertezza”.

“Con il nostro lavoro non produciamo solo ricchezza, ma valorizziamo i territori e le eccellenze locali, creiamo identità sociale. Non darci modo di riprendere in sicurezza le nostre attività significa gettare al macero questo patrimonio. Rivolgiamo un appello a tutti i presidenti delle Giunte regionali: scendano in piazza con noi per far comprendere al governo che non considerarci è un errore foriero di gravi conseguenze”, conclude Antonio Marzano presidente di Pwpa.

Tante, infatti, sono le coppie che ancora oggi non sanno come regolarsi, non avendo certezze per una seria programmazione.

Il settore wedding aveva fatto conoscere a livello nazionale ed internazionale la Puglia creando un giro di affari non solo legato ai matrimoni, sviluppatosi anche in altri periodi dell’anno, trasformando così la nostra regione in una meta turistica privilegiata.

               Paola Copertino

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