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Unhcr a Bari

Dramma rifugiati: l’Onu a Bari per la sepoltura dell’eritreo morto per malnutrizione

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Continua il dramma dei rifugiati in Italia che vivono in condizioni precarie e muoiono in situazioni altrettanto drammatiche. Questa volta è Bari a riaccendere i riflettori su un argomento che spesso viene lasciato ai margini delle agende politiche.

Nel capoluogo pugliese nei giorni scorsi si è consumato l’ennesimo dramma: un rifugiato eritreo di 46anni, che viveva nelle vicinanze del parco Perotti, è morto a causa di problemi respiratori e della malnutrizione. A riportare la notizia è stato l’Unhcr, l’Alto Commissariato per i rifugiati dell’Onu, una delegazione del quale partecipa oggi a Bari alla sepoltura dell’uomo.

“Questa tragica morte ci lascia sgomenti”, dice Chiara Cardoletti, rappresentante Unhcr in Italia, ricordando come i rifugiati arrivano in Europa perché desiderano diventare parte integrante della società, non per vivere ai margini della stessa. “Nessuno deve essere lasciato indietro, è necessario indirizzare ogni misura nell’ottica dell’integrazione” ha concluso Cardoletti, il cui messaggio di cordoglio è stato rilanciato anche sulla pagina Facebook di Unhcr Italia.

M. M., queste le iniziali del rifugiato eritreo deceduto, si trovava in Italia dal 2016. Nei pressi del parco Perotti, dove viveva da senzatetto, è stato soccorso la domenica delle Palme dai vigili urbani e da alcuni volontari da cui era assistito. Purtroppo, nonostante l’immediato ricovero, è deceduto qualche giorno più tardi.

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