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La fame nel mondo

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Ormai da più di un anno, in TV e sugli altri mezzi di informazione, si parla della pandemia del Coronavirus, che la fa da padrone nelle notizie da tutto il mondo e mettendo in secondo piano anche altre cause di morte, di cui tutti i Paesi sono responsabili: la povertà e la fame che affliggono milioni di persone.

Ogni giorno, nonostante i progressi raggiunti da molti Stati, ci sono Paesi che ancora non hanno raggiunto un livello di sviluppo tale da garantire adeguate condizioni di vita a tutti.

 Si parla di Paesi sottosviluppati, come l’Africa, l’Asia, l’America Latina.

Tante le cause all’origine, tra cui condizioni:

  • caratteristiche del paesaggio tali da non consentire attività economiche sufficienti a soddisfare i bisogni interni di cibo;
  • condizioni climatiche legate a fenomeni come   siccità, alluvioni, catastrofi naturali;
  • conflitti e guerre;
  • scarsa presenza di infrastrutture per praticare l’agricoltura;
  • eccessivo sfruttamento dell’ambiente.

Si stima che nel mondo, il numero di persone che soffrono a causa della fame continua ad aumentare, secondo gli ultimi dati della FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura), oggi circa 690 milioni di persone soffrono la fame, ovvero l’8,9% della popolazione mondiale.  Ogni 30 secondi, da qualche parte nel mondo, un bambino muore di malnutrizione acuta, mentre in altri Paesi si verifica l’esatto opposto: lo spreco alimentare.

E’ questo il grido di allarme di associazioni come “Save the Children”.

Dobbiamo ricordare l’obiettivo Fame Zero dell’Agenda 2030 che punta proprio ad azzerare questo problema, aggravato negli ultimi tempi dalla pandemia che ha messo in ginocchio l’economia di tutto il mondo e specialmente dei Paesi già fragili.

Gabriele De Fonzo, 4^B, 3°CD “D’Annunzio” Trani

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