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Contagi e decessi non diminuiscono, ma nessuno si chiede il perché

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Non si ferma l’ondata di morti e contagi in Puglia mentre sale al 10% il tasso di positività, doppio rispetto alla media nazionale. La Puglia continua ad essere la pecora nera fra le regioni del Paese nonostante sei settimane di zona rossa ed una arancione e il 23 per cento dei cittadini abbia ricevuto almeno la prima dose di vaccini. Ecco i numeri resi noti dalla Regione: 12733 test effettuati, 1282 positivi, 48 decessi (che fanno scendere il numero delle terapie intensive occupate) di cui 18 in provincia di Bari. Il fatto sconcertante è che nessuno si interroghi e dia risposte alla popolazione sul perché il virus continui a circolare e mietere cosi tante vittime.

Una risposta cerca di darla il capogruppo in consiglio regionale di Fratelli d’Italia Ignazio Zullo, medico che dichiara:” I dati epidemiologici del bollettino regionale di oggi sono un campanello d’allarme sui prossimi giorni. L’indice dei positivi si attesta al 10,07% rispetto al 7,22% di ieri e il numero dei decessi (48) è sempre molto alto. Così come sono molti alti gli ingressi in terapia intensiva: 40, il numero più alto in Italia. Sono arrivate nuove forniture di vaccini – prosegue – e meno male. Ma la sensazione è che il duo Emiliano-Lopalco concentri tutta la sua attenzione sulla capacità di vaccinare i pugliesi. Ma se accanto alla somministrazione delle dosi non uniamo la capacità di fare tamponi, ma soprattutto quella del tracciamento mettendo in isolamento i positivi e in quarantena i contatti, servirà a ben poco”. “Oggi – conclude – si inizia a parlare addirittura di terza dose di vaccino per i medici e per coloro che hanno fatto il Pfzeir, questo vuol dire che la vaccinazione è solo parte, certo gran parte, della soluzione della pandemia, ma non bisogna abbassare la guardia nella fase della prevenzione e della gestione della pandemia”.

A proposito di vaccini l’Assessore Pier Luigi Lopalco conferma l’arrivo di 152mila dosi di siero Pfeizer e che parte sono state distribuite ai medici di medicina generale per vaccinare pazienti cosiddetti fragili. Evidentemente dopo aver letto la nota di protesta dei medici di base li ringrazia e li invita a continuare a collaborare al piano vaccinale annunciando un incontro con tutti gli Ordini dei medici di Puglia.

 

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