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Ultras sotto la lente della Digos dopo lo striscione intimidatorio contro i giocatori

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Clima infuocato, in città, dopo gli ultimi risultati del Bari. Lo striscione intimidatorio nei confronti dei calciatori “Se non ci credete, questa fine farete”, comparso martedì all’esterno del San Nicola, con tanto di testa di maiale, è solo l’ultimo passo di una preoccupante escalation di tensione. Sarebbero quattro le persone riprese dalle telecamere di sorveglianza dell’impianto, ritenute responsabili di aver esposto il messaggio decisamente ostile nei riguardi degli uomini di Auteri.

La Digos del capoluogo pugliese indaga, inoltre, sul lancio di fumogeni dal cavalcavia che, nella tarda serata di domenica, avrebbe rallentato la marcia del pullman a bordo del quale si trovava la squadra biancorossa, di ritorno dalla fallimentare trasferta di Torre del Greco.

Ma, dopo i 17 Daspo che hanno colpito congiuntamente le tifoserie organizzate di Bari e Lecce, per gli scontri tra le opposte fazioni verificatosi il 23 febbraio di un anno fa, sulla A16, tra Cerignola e Candela, non è questo l’unico fronte che vede impegnati gli inquirenti. Proprio in relazione a questi provvedimenti di interdizione all’accesso negli stadi, infatti, gli ultras biancorossi hanno esposto in questi giorni il chiaro avviso che vedete nelle immagini: “Uniti e più forti di chi ci vuole morti”, rivolto inequivocabilmente, per chi guida le indagini, alle forze dell’ordine.

Un altro striscione, invece, è comparso nella notte in città, per ricordare la figura di Paolo Alba, vicino agli ambienti del tifo organizzato biancorosso, deceduto due giorni fa, a causa del Covid, a soli 47 anni. I suoi amici hanno voluto ricordarlo, dopo il cordoglio espresso anche dal presidente De Laurentiis e dal club biancorosso, con un eloquente “Paolo presente!”.

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