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L’agricoltura non si ferma: è la prima “industria” pugliese

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Garantisce più lavoro di ogni grande impresa o multinazionale presente sul territorio. Ilva compresa. La prima “industria” pugliese si chiama: agricoltura. Un settore a ciclo continuo, che non conosce soste per la peculiarità dei cicli del lavoro agricolo. Lo sottolinea i dati stati elaborati per Cia agricoltori italiani della Puglia dall’Osservatorio economico di Davide Stasi: 112mila890 i lavoratori (l’11,9% dei 950mila143 lavoratori occupati nelle imprese pugliesi di ogni settore).

E l’agricoltura non si fermerà neanche il primo maggio: «La festa dei lavoratori è un momento che impone riflessioni non banali che rifuggano retorica e ipocrisie – ha dichiarato Raffaele Carrabba, presidente di Cia agricoltori italiani della Puglia – La stragrande maggioranza delle 77.207 imprese agricole pugliesi produce lavoro rispettando le regole, i contratti e i sacrosanti diritti di donne e uomini che lavorano fianco a fianco con gli imprenditori, nei campi, negli allevamenti, nelle serre».

«L’agricoltura non è il settore del caporalato, ma il comparto all’interno del quale si realizza quell’integrazione dei nuovi italiani sulla quale andrebbero spese meno parole e concretizzati più fatti da parte della politica» – ha affermato il presidente di Cia Puglia.

«C’è una quota crescente ma ancora non sufficiente di donne e di giovani tra quei 112mila890 lavoratori, così come è rilevante il contributo degli immigrati. A quei numeri, vanno aggiunti i lavoratori e le lavoratrici stagionali. Vogliamo diventare sempre di più il comparto dei diritti. Per fare questo, è fondamentale che le istituzioni, ad ogni livello, s’impegnino con noi per superare i meccanismi perversi che troppo spesso schiacciano il comparto, determinando prezzi iniqui, erodendo il reddito e umiliando la funzione e il lavoro sia degli imprenditori agricoli sia dei lavoratori. Occorre, inoltre, che sulla sicurezza del lavoro agricolo si faccia di più e meglio, aiutando le organizzazioni e gli enti bilaterali a migliorare ulteriormente quanto fatto con buoni risultati negli ultimi anni».

Bari e la Bat, insieme, a marzo 2021 contano 25mila597 imprese agricole e 37mila945 addetti. La provincia di Foggia, da sola, rappresenta 24mila523 aziende del comparto primario e 35mila288 dipendenti di settore. Nel Tarantino, in agricoltura sono attive 10mila456 imprese che danno lavoro stabile a 15mila640 persone. La provincia di Lecce conta 9mila264 aziende e 12mila036 addetti. Nel Brindisino, 7mila366 imprese producono un totale di 11mila981 posti di lavoro stabile.

«Stiamo parlando di persone in carne e ossa – ha aggiunto Raffaele Carrabba – di oltre 112mila famiglie il cui reddito dipende in tutto o in buona parte dal lavoro in agricoltura. Un lavoro sempre più spesso qualificato, specialistico, che ha a che fare con la gestione di mezzi, strumentazioni e tecnologie all’avanguardia e del valore di migliaia di euro. Un lavoro che, in maniera crescente, riguarda l’educazione ambientale, il contrasto del disagio, l’integrazione attiva e terapeutica delle persone con handicap, la produzione di agroenergie pulite e rinnovabili, la tutela del paesaggio e della cultura rurali, la sostenibilità, la ricerca applicata per questioni di epocale importanza come il risparmio idrico e l’ottimizzazione della risorsa acqua. L’agricoltura è il primo e il più importante patrimonio culturale, economico e occupazionale della Puglia: difendiamolo, andiamone orgogliosi, sosteniamolo per farlo crescere e per creare più posti di lavoro».

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