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Locali chiusi e piazze stracolme di gente: le contraddizioni da Covid

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Anomalie sempre più diffuse, storIe (ormai) di svariati mesi a questa parte. Le regole del Covid valgono ma, evidentemente, non per tutti: segni di situazioni ormai diventate anacronistiche ed insostenibili. A Bari, a Milano, ovunque: contenere la forza della massa si sta riscoprendo un fenomeno ostico da arginare.

VOGLIA DI LIBERTA’? Il fenomeno è chiaramente più vistoso con queste belle giornate. Un po’ tutti avranno notato come, col passaggio in zona arancione, Bari sia stata letteralmente presa d’assalto dai suoi cittadini: lungomare invaso di gente, spiagge affollate. E’ davvero efficace il limitare gli spostamenti tra Comuni? Si esce alla luce del sole dopo che, in zona rossa, in tanti avevano scoperto (in qualche caso ri-scoperto) i benefici dello svolgere attività sportiva. Oggi più che mai, non si tratta soltanto di esaltare il principio del “Mens sana in corpore sano”, ma anche qualcos’altro. Ossia il piacere di stare insieme, di non perdere il contatto con amici, parenti, anche tra coppie ove possibile. Perché, bisogna dircelo chiaramente: pensare di andare ancora avanti con questa situazione, dopo oltre un anno di restrizioni, è pura utopia. Le regole vanno rispettate, ma la protesta silenziosa o forse inconsapevole dei cittadini è quella di voglia di libertà. E cosi, anche la vittoria di uno scudetto – come è successo a Milano – è capace di raccogliere ben 30mila persone in piazza Duomo a Milano.

E chissà cosa potrebbe accadere in caso di coprifuoco confermato: in estate alle 22 o 23, soprattutto a Bari, è un orario un po’ troppo rigido. Sarebbe davvero possibile cambiare le abitudini dei cittadini?

C’E’ CHI DICE NO. Qualcuno ha predetto in questo caso un possibile aumento di contagi. Come se già non ci fossero alcune potenziali varianti a costituire una minaccia. Ma per quanto ancora si potrà andare avanti così? Se lo chiedono soprattutto quelle tante, tantissime attività che a causa del virus non vedono più la luce da tempo. Perché se barbieri, parrucchieri, centri estetici e negozi hanno sofferto nettamente per 6 settimane di zona rossa, altre attività hanno grossi problemi anche con l’arancione. Pensiamo ai ristoratori, ai proprietari di locali, sale giochi, piscine, palestre: gente che vive unicamente di questo e che è ferma addirittura da ottobre. I ristori? Pochi, insufficienti o in qualche caso mai arrivati. Essi protestano, giustamente, anche in maniera forte bloccando strade o paralizzando centri cittadini: perché se il pericolo è quello di creare assembramenti, essi avvengono ugualmente altrove. Cambiano solo il luogo ed il virus certamente non bussa alle porte dei nostri corpi a seconda degli orari della giornata. Insomma, siamo alle solite: è il Coronavirus delle contraddizioni. E, purtroppo, non vale per tutti. Anche perché non tutti – visto che gli esempi di mascherine abbassate o indossate male continuano ad esserci, soprattutto da parte di anziani e ragazzini – riusciranno mai a rendersi conto di quale sia la situazione.

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