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Puglia: ancora DAD?

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Finalmente, dopo circa un mese e mezzo in zona rossa, la Puglia è tornata in zona arancione e pertanto i ragazzi potranno, anzi potrebbero, tornare a scuola. E infatti, sin dall’anno scorso, il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha “incentivato” la didattica a distanza, lasciando alle famiglie la scelta se mandare i ragazzi a scuola o farli restare a casa, davanti ad un monitor.

In realtà, la maggior parte delle famiglie ha preferito non mandare a scuola i propri figli per cui talvolta, nelle classi, ci sono stati pochissimi alunni o nessuno addirittura.

Questo ha creato nei ragazzi non pochi problemi di solitudine, di incertezza, di smarrimento e, per alcuni, un distacco totale dal concetto di scuola, per non parlare poi di quelli che, durante le lezioni, hanno pensato o fatto altro.

Pertanto, da domani si torna a questa medesima situazione: in Puglia solo pochi torneranno in classe mentre, in tante altre regioni d’Italia, in periodi di fascia arancione i ragazzi sono potuti andare a scuola in numero ridotto o a giorni alterni, mantenendo un contatto costante con i compagni e gli insegnanti in tutta sicurezza, in quanto molti altri Presidenti di Regione hanno seguito le indicazioni del Governo che disponeva la didattica al 50% in presenza e in sicurezza in tutte le regioni.

Ancora una volta, dopo ormai circa quindici mesi di pandemia, per i ragazzi pugliesi continua la DaD fino alla fine di questo anno scolastico e se alcuni il prossimo anno potranno ritrovare i compagni e gli amici degli anni precedenti, quelli che hanno frequentato una prima classe (prima elementare, prima media o primo anno di scuola superiore) conoscono appena i propri compagni. Con essi, infatti, non sono riusciti a stabilire nessun rapporto di amicizia; quanto invece agli alunni che, come me, sono alla fine del ciclo degli studi, sarà molto doloroso dover  lasciare i propri compagni senza poterli riabbracciare e senza poter  festeggiare con loro, tutti insieme, la fine della scuola media.

Anche il rapporto con gli insegnanti è stato molto complesso e non ha permesso né a loro né ai ragazzi di conoscersi a fondo.

È da sottolineare, inoltre, che anche i docenti hanno avuto difficoltà nello svolgere il proprio compito davanti ad un monitor senza poter, a volte, cogliere nell’immediato la risposta da parte degli alunni e quindi verificare la validità del proprio insegnamento.

Ormai non ci resta da sperare che, con il prossimo anno scolastico e con l’avanzare delle vaccinazioni, tutto questo possa diventare un doloroso e brutto ricordo che, però, credo rimarrà impresso per sempre nel cuore e nella memoria di tutti noi.

Francesco Iacoviello, 3^D scuola secondaria I grado, I.C. “G. Mazzini – G. Modugno”, Bari

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