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Bari e San Nicola, un legame che si rinnova. Il forestiero più amato dai baresi

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Non è di Bari, ma ci ha messo ben poco per entrare nel loro cuore. Per il suo personaggio, la sua storia, la sua devozione, la sua meticolosità. L’8 maggio è un giorno speciale per i baresi, perché coincide con la festa di ‘San Nicola’ in cui si ricorda la traslazione delle sue ossa da Myra a Bari.. Festa che in realtà nel capoluogo pugliese viene festeggiata due volte l’anno: l’altra data da segnare in rosso sul calendario è quella del 6 dicembre, in occasione della ricorrenza di stampo ortodosso. Tale data è valida anche nella vicina Molfetta, ma anche in diverse parti d’Europa come Amsterdam.

Il vescovo, di origini greche, nacque a Patara, città greca, il 15 marzo 270. E’ il santo protettore di marinai, bambine e in generale di chiunque si trovi in circostanze sfavorevoli. Ma i suoi trascorsi religiosi iniziano ad essere significativi con il trasferimento a Myra, attualmente in Turchia, dove fu ordinato sacerdote.  Imprigionato ed esiliato nel 305 durante la persecuzione di Diocleziano, fu poi liberato da Costantino nel 313 e riprese l’attività apostolica. Radicato nei principi dell’ortodossia cattolica, qui trovò anche la morte nel 343. Ma è con la sua morte e con la presenza delle sue reliquie che nacque il mito. La questione si accentuò poi anche con la forte avanzata musulmana in Turchia ed il tentativo dei cristiani di prevalere, effettuando quella che si potrebbe definire dal loro punto di vista una ‘opera di salvataggio’: le città di Venezia e Bari entrarono in competizione per impossessarsi delle reliquie del Santo e portarle in Occidente. E fu così che sessantadue marinai nostrani organizzarono nel 1087 una spedizione marittima, riuscendo a sottrarre le ossa di San Nicola e tornando con esse in Italia. Il primo approdo avvenne nell’attuale Baia di S. Giorgio, poi trovarono ulteriori sistemazioni. Dapprima furono prese in carico dall’abate Elia nel monastero di San Benedetto e poi nel recinto della Corte del Catapano nella chiesa di Santo Stefano. Ma l’esigenza di dare vita ad una Basilica in grado di rendere l’opera memorabile fu presto accolta. Il monumento attuale fu poi completato ed ultimato nel 1197. Basilica che attualmente non è solo un centro religioso, ma anche un vasto centro culturale e soprattutto un simbolo dell’architettura romanica a livello europeo. Al suo interno vi sono due piani, con la cripta dedicata al culto ortodosso.

FESTA PARTICOLARE.Anche quest’anno, a causa del Coronavirus, la festa non potrà contare sulla presenza dei cittadini, dei pellegrini e dei turisti. Tuttavia, storicamente, San Nicola richiama tantissime migliaia di persone: il suo culto fin da subito ha avuto un richiamo importante ed ha avuto modo di diffondersi a macchia d’olio. Dalla Turchia, per diversi anni e soprattutto nel 2010, hanno provato (invano) a riottenere le reliquie. Alla Russia, invece, è stata concessa la possibilità di ottenerle temporaneamente dal maggio al luglio 2017, con destinazioni Mosca e San Pietroburgo, prima di fare ritorno nel capoluogo pugliese. Un santo che anche Putin venera: nel 2003 dalla Federazione Russa fu donata una statua raffigurante il santo patrono a lato della basilica stessa. Quest’anno sarà festa, anche se ancora ‘triste’: non resta che pregare, nella speranza che molto presto Bari possa tornare ad essere protagonista nel giorno della sua festa.

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