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In Puglia seconde dosi Pfeizer e Moderna a 35 giorni nonostante il no della casa americana

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Un piano vaccinale corretto ed efficace e’ quello che riesce a bilanciare il numero delle somministrazioni con la disponibilita’ del siero. A nulla serve vincere la gara delle inoculazioni se poi non si possono somministrare le seconde dosi. E’ un errore tenere i frigoriferi pieni, cosi’ come tenerli vuoti. In Puglia sta accadendo esattamente questo, tanto e’ vero che le nuove disposizioni sono quelle di allungare da 21 a 35 giorni i tempi di somministrazione delle seconde dosi di vaccini Pfeizer e Moderna, nonostante la casa farmaceutica tedesco-americana proprio ieri abbia chiarito che i 21 giorni vanno rispettati. Del resto se ha previsto tre settimane di intervallo qualche motivo ci sara’, altrimenti avrebbe indicato un cuscinetto di tempo utile per somministrare la dose di richiamo. In questo quadro appare quanto meno discutibile la scelta di confermare la possibilita’ a 57enni e 56enni , a partire dalle ore 14,00 di domani giovedi 13 maggio, di prenotarsi per la prima dose.

Anche per questo si registrano nuove tensioni nel rapporto fra i medici di famiglia e la Regione che ha disposto di destinare piu’ dosi Pfizer e Moderna ai primi per completare entro la fine di maggio le vaccinazioni delle categorie over 80 disabili, fragili e vulnerabili.

I sindacati medici Cgil, Smi, Snami, Simet e Ugs accolgono favorevolmente la decisione e invitano i direttori generali delle Asl “a vigilare e ad attivarsi riguardo le notevoli difficolta’ organizzative e conseguenti grossi disagi che, purtroppo, ancora persistono per i medici e per i cittadini”. Tali difficolta’” – sostengono in una lettera inviata anche al governatore Michele Emiliano – “hanno forti ripercussioni sul rapporto di fiducia medico-paziente. Aspettiamo ancora di sapere con quale criterio sono stati distribuiti i vaccini ai medici e, se corrisponde al vero, perche’ alcuni medici hanno ricevuto quantitativi importanti ed altri invece pochi vaccini”. Inoltre, i sindacati dei medici chiedono di sapere “in modo chiaro come devono comportarsi con caregiver e familiari di disabili e ultravulnerabili, alla luce anche delle diverse indicazioni fornite dal commissario Figliuolo e dalla Regione. Chiediamo di fare chiarezza sulla somministrazione della seconda dose Pfizer. Se praticarla a 21 giorni, oppure a 42 giorni come da parere del Comitato Tecnico Scientifico”

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