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La DAD: una scuola innovativa

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È ormai più di un anno, che tutto il mondo è tormentato da un mostro, il suo nome è covid-19. Ne sentiamo parlare tutti i giorni: radio, televisioni e giornali non fanno che informarci continuamente su numeri, statistiche e le gravi conseguenze economiche, sociali e affettive di questa pandemia. Per quante informazioni ci vengono date, dovremmo conoscere tutto di questo virus, e invece, in fin dei conti non sappiamo nemmeno come è nato. Sappiamo però che drammaticamente si è propagato in quasi tutto il mondo. Molti hanno perso il lavoro, tante famiglie hanno dovuto dire addio ai cari, e, anche noi ragazzi, abbiamo subito conseguenze gravissime. Infatti la necessità di mantenere il distanziamento sociale, utile per evitare il diffondersi del contagio, ha costretto il governo a sospendere le attività scolastiche, obbligando, il Ministro dell’Istruzione a trovare metodi alternativi per garantire il diritto allo studio: così è nata la Didattica A Distanza (DAD), ovvero un modo innovativo e digitale di fare scuola. Con la DAD non sono più gli studenti ad andare a scuola fisicamente, ma è la scuola che entra, tramite dispositivi tecnologici (PC, Smartphone, Tablet), nelle case degli studenti, permettendo loro di continuare a frequentare il proprio corso di studi, appunto, a distanza. Purtroppo, questo tipo di scuola, ha coinvolto tutti i gradi scolastici dalla prima elementare fino ai corsi universitari. Per la mia esperienza di studente di seconda media non è successo nulla di grave o insolito, ma per studenti degli ultimi anni delle superiori sono stati due anni drammatici. Stessa cosa per gli alunni di terza media e universitari che dovevano sostenere gli esami, e si sono trovati in questa tragica situazione.

DAD sì o DAD no? È questo un altro dei tanti dilemmi che affligge genitori e noi studenti. In questo tipo di scuola troviamo diversi vantaggi come il miglioramento delle conoscenze informatiche e il senso di responsabilità sia verso sé stessi che verso gli altri, ma soprattutto svantaggi come la mancanza di relazioni, la comprensione minore dei contenuti o la distrazione maggiore. Tutte queste cose rendono la scuola online (DAD) un insieme di sensazioni e emozioni, che solo gli studenti di questi tempi possono sentire e capire e che, non sempre si riescono a spiegare con semplici parole. Ma il dilemma rimane comunque e, in alcune Regioni, come ad esempio la Puglia, nella quale il Governatore ha lasciato ai genitori la scelta di decidere se mandare a scuola o meno i propri dando vita, ad una forma ancora diversa di didattica: la Didattica Integrata Digitale (DID), detta anche didattica mista. Il covid potrebbe colpire chiunque da un momento all’altro: è questo il motivo maggiore per cui molti genitori non mandano i figli a scuola. Non mandare i figli a scuola è una scelta molto saggia, ma che comporta, certe volte, gli svantaggi nominati prima. La DAD è ormai entrata nella vita degli studenti che, ogni mattina devono accendere il dispositivo ed entrare nella lezione; dal mio punto di vista, non è poi così bello, la scuola in presenza mi manca e spero di poter tornare alla normalità quanto prima.

Gabriele Traetta, II B Scuola secondaria di I grado “M.R. Imbriani”, Bari

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