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La mia scuola ai tempi del Covid

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Anno scolastico 2019/2020 e 2020/2021 per noi ragazzi delle medie vuol dire      DAD. Una sigla sconosciuta sino ad un anno fa ed ora risulta tra le parole più ricercate nel web insieme a covid, classroom. Ma cosa è accaduto di così importante tale da “sconvolgere” le nostre vite?

Italia, Marzo 2020 arriva il Covid-19, virus sconosciuto, molto contagioso e pericoloso. Il Governo italiano decide di chiudere le scuole di ogni ordine e grado: siamo in DAD, ovvero Didattica a Distanza. Molti dei miei compagni, me compreso, non ne conoscevano il significato eppure in poco tempo siamo stati “costretti” a convivere con una forma di didattica che avviene senza la presenza dei professori ed ancor più, senza la presenza dei compagni.

Ciascuno di noi si ritrova solo con il proprio tablet, telefono, pc nella propria stanza, spesso in pigiama coperto da una felpa con le proprie mamme che “gridano” invitandoci a lavare i denti, vestirci, e se poi a casa non si è soli, ma si hanno fratelli o sorelle… vai con i litigi per la condivisione degli spazi, con la corsa su Amazon ad acquistare le cuffie nel tentativo di isolarci completamente.

E così le risate in classe, gli scherzi con gli amici, i cambi d’ora, i bigliettini che volano per suggerire ad un amico, lasciano lo spazio ai vari “Professore, non la sentiamo”, “il wifi non va”, “accendete le telecamere”, “prova ad uscire e rientrare”.

I giorni passano, la speranza di rientrare a scuola viene di volta in volta spenta dai decreti del Presidente del Consiglio e la DAD diventa pian piano la nostra “nuova“ scuola. Ebbene sì, purtroppo, ci stiamo abituando e l’anno scolastico è quasi terminato.

Dopo un breve rientro a scuola e dopo le vacanze estive, quando pensavamo che tutto fosse terminato, con il Presidente della regione Puglia Emiliano, arriva in Puglia la possibilità della DDI, altra sigla da imparare altro caos nelle famiglie. In sostanza potevamo scegliere se rientrare a scuola oppure continuare a seguire le lezioni da casa, poveri professori in aula con alunni in presenza ed alunni sullo schermo.

Siamo arrivati ad oggi, la Pasqua è da poco terminata, e noi, perlomeno io e i miei compagni delle medie, continuiamo con la nostra DAD o DDI che dir si voglia.

Le nostre speranze, il nostro desiderio di rientrare in presenza è sempre vivo, è vero che stare a casa ha tanti innegabili vantaggi… la felpa, la sveglia posticipata all’ultimo secondo prima del collegamento…, però della scuola ci manca tutto. Ed ora siamo stanchi!

Personalmente, sogno il ritorno alla normalità, agli abbracci, alle uscite, allo sport, insomma alla libertà! Grazie ai vaccini, al lavoro instancabile e meraviglioso dei medici si inizia a intravedere la luce fuori dal tunnel… che grande giorno sarà quello della sconfitta del virus, orgogliosi tutti della forza, della pazienza con la quale abbiamo vissuto questi lunghi mesi esulteremo di gioia.

Se ne tornerà a parlare, ma speriamo solamente nei libri di storia!

Francesco Morfini, II B Scuola secondaria di I grado “M.R. Imbriani”, Bari

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