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LA SCUOLA E LA DAD

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Con il Coronavirus, siamo tutti obbligati a restare sempre a casa, anche nell’ambito scolastico. Infatti è nato un nuovo modo di fare scuola: la DAD, cioè didattica a distanza. Ci sono anche dei lati positivi, ad esempio imparare a usare meglio i dispositivi elettronici e utilizzare nuove applicazioni per la scuola. Infatti tutto il mondo è diventato più tecnologico. I problemi riguardo la DAD invece sono molto numerosi. Uno dei più gravi è stare tutto il giorno davanti al computer, con conseguenti problemi agli occhi. Prima esisteva la DID, cioè didattica integrata a distanza, ed era meglio per gli studenti: infatti si facevano quattro ore ognuna da 45 minuti, e così almeno non ci stancavamo troppo. Una cosa da tenere conto sono le pause, che nella DAD dovrebbero esserci sempre. Ma moltissimi professori non le danno, o si prendono dei minuti del nostro tempo libero. La pausa serve per far riposare gli occhi, ma così in che modo ci riposiamo? Un’altra cosa dannosa sono i compiti, infatti molti professori dicono: “non avete nulla da fare, allora vi do moltissimi compiti”. Infatti essi moltiplicano o triplicano addirittura la quantità di esercizi e compiti. Inoltre ci tolgono il tempo libero per magari incontrare i parenti, fare una passeggiata, andare a fare la spesa, fare sport… Queste attività sono importantissime in quanto non usciamo molto, ma per i compiti non si riescono a svolgere. I professori così ci possono anche far salire lo stato dell’ansia, dello stress, e in questo modo non risolvono nulla. Molti ragazzini hanno iniziato a lasciare la scuola per colpa della DAD, e questo ha rovinato tutto. Sentiamo ora i pensieri di alcuni diretti interessati.

Giulia Longo, studentessa. Secondo l’intervistata numero 1 la DAD è dannosa perché si possono avere degli attacchi di stress per i troppi compiti, infatti tutti i professori riempiono di compiti gli alunni, come se loro non avessero nulla da fare. L’intervistata cita anche una persona che conosce di 17 anni che ha lasciato la scuola per lo stesso motivo, l’ansia e l’assenza di relazioni con le persone. Infatti con la DAD c’è molta esclusione, e si capisce di meno, ci dice l’intervistata. Lei a scuola riesce a comprendere molto di più rispetto alla DAD, infatti si trova meglio in presenza. Per lei la situazione però non permette assolutamente di tornare a scuola, per i troppi casi di Coronavirus. Uno dei pochi aspetti positivi della DAD è solo questo: non prendere il virus, riuscire a non ammalarsi.

Lavinia Saracino, studentessa.  Secondo l’intervistata numero 2 l’Italia dovrebbe usufruire dei suoi spazi aperti: ad esempio, a Bari la rotonda del lungomare potrebbe essere usata per una classe e così via. Così la DAD non esisterà più e non darà altri problemi; inoltre si seguiranno molto di più i professori e si capiranno le lezioni. Una cosa dannosa per l’intervistata sono le verifiche. Infatti in DAD non ci sono, e ciò comporta una perdita di esercizio – oppure le troviamo ma con molta possibilità di copiare, a danno quindi degli studenti. Un aspetto positivo della DAD per l’intervistata è il nuovo modo di fare scuola, infatti molti hanno imparato ad usare applicazioni nuove; si è avuto inoltre molto meno spreco di carta e questo è un bene per l’ambiente. 

Mariagrazia Dotoli, professoressa presso il Politecnico di Bari. Secondo l’intervistata numero 3, la DAD è utile per superare l’emergenza, infatti ha dato ottimi risultati all’inizio della pandemia. Tuttavia, non si tratta di uno strumento utilizzabile a lungo termine, come invece stanno facendo alcune regioni e in particolare la Puglia, e in effetti il suo uso continuo sta mostrando anche i suoi limiti: stanchezza dei docenti e degli studenti, isolamento degli alunni, difficoltà di apprendimento, o difficoltà di connessione. In conclusione, secondo l’intervistata 3, la DAD va usata senza esagerare.

Tutte le intervistate sono d’accordo, la DAD aiuta per la pandemia, ma non è un bene!

Giovanna Falagario, II B Scuola secondaria di I grado “M.R. Imbriani”, Bari

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