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Una storia sorprendente!

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Quella del Rinomato Catalogo è sicuramente una storia molto intensa che mi ha appassionata tantissimo. Inizialmente sembra un romanzo di avventura come tanti, poi un giallo, e poi si rivela essere anche una storia piena di sentimenti e di spunti di riflessione su varie tematiche importanti.

Infatti la prima cosa che mi ha colpita è stato il forte legame fra i quattro protagonisti, la loro amicizia sincera, che supera tutte le difficoltà, anche quelle di una vita familiare di povertà, miseria e, per alcuni di loro, di violenza. Ho apprezzato molto la loro grande voglia di cambiare, di avere una vita migliore, e la loro grande forza nel cercare insieme di raggiungere il loro obiettivo a tutti i costi.

Ciò che mi ha, anche, molto impressionato di questo romanzo è la tipologia delle avventure che i personaggi vivono, spesso pericolose, spaventose e angoscianti, soprattutto tenendo conto della loro giovane età. I protagonisti si trovano a rapportarsi con un cadavere ritrovato nel fango del bayou, con poliziotti corrotti, con persone false e cattive che si fingono buone e che, puntando sulle loro debolezze, vogliono approfittarsi di loro. Inoltre essi vivono esperienze che mi hanno scosso e segnato, sebbene l’autore non si soffermi con insistenza su essi. Morosinotto, infatti, arricchisce la storia di una serie di piccoli dettagli ed elementi simbolici, talvolta, anche difficili da cogliere, con i quali affronta temi importanti e delicati, estranei alla vita molti di noi ragazzi, come la violenza, la povertà, la delinquenza, il razzismo, la diversità, il pregiudizio di genere e sociale, ecc.

I quattro protagonisti mi hanno molto colpito e affascinato per la loro personalità e il loro modo diverso di pensare e di agire. Fra tutti quella che mi ha interessato maggiormente è Julie, una ragazza molto bella che tutti chiamavano appunto “Jolie” che vuol dire “bella”. Ha i capelli rossi e le lentiggini, gli occhi scuri ed una buffa fessura sul davanti dei denti. È una ragazza molto forte, ma anche molto dolce e sensibile, abituata a non lamentarsi e a non piangere mai, ma a combattere per sopravvivere. Bellissimo è il rapporto di grande protezione che ha con il suo fratellino Tit, il più piccolo dei quattro ragazzi, un bambino di colore, nato da un papà diverso da quello di Julie, che non parla mai, per cui qualcuno lo ritiene sciocco, ma che sa molto bene osservare e ascoltare. Jolie è dotata di grande intelligenza e astuzia tanto da essere colei che ha l’idea vincente che l’orologio sia la chiave per ritrovare le azioni di Miss Dawn.

Leggendo questo libro ho provato diverse emozioni: inizialmente mi ha colto un forte entusiasmo nella fase della fuga dalla Louisiana alla ricerca di avventure da parte dei protagonisti; poi sono stata avvolta dalla paura e anche dalla tristezza quando i ragazzi sono stati catturati come clandestini e imprigionati, subendo anche maltrattamenti come racconta soprattutto Julie; nel finale della storia, quando i protagonisti diventano milionari ritrovando le azioni di Mrs Dawn, ho, poi, trovato un senso di grande felicità e gioia, poiché i ragazzi concludono finalmente le loro disavventure, ma soprattutto perché trovando “lo scrigno del tesoro” pongono fine alla sofferenza della loro povertà.

Mi sarebbe sinceramente piaciuta solo una conclusione diversa rispetto a quella scritta dall’autore, nella quale i quattro ragazzi, come una vera famiglia, avessero proseguito nell’attività della vendita per corrispondenza del “RINOMATO CATALOGO” della WALKER & DAWN, cacciando Mr Walker. Sarebbe stato bello vederli crescere ed invecchiare insieme, magari con Julie e Te Trois sposati. Avrei preferito, inoltre, che il romanzo si fosse concluso senza la morte di Te Trois, ma con i quattro miliardari, oramai anziani, che pubblicavano il loro romanzo. La conclusione con la morte di Te Trois ha riaperto in me quella tristezza che ho provato nelle fasi più intense del racconto!

Alice Sgherza, 1^D ss1°grado “Michelangelo”, Bari

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