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La riflessione quotidiana di Monsignor Francesco Savino

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CAFFÈ SPIRITUALE
MARTEDÌ, 01 GIUGNO 2021
SAN GIUSTINO MARTIRE, MEMORIA
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«Mi hanno raccontato menzogne gli orgogliosi
che non seguono la tua legge:
davanti ai re parlerò dei tuoi insegnamenti
e non dovrò vergognarmi.» (Cf. Sal 118, 85.46)

✠ Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

VANGELO
Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio.
✠ Dal Vangelo secondo Marco (Mc 12,13-17).
In quel tempo, mandarono da Gesù alcuni farisei ed erodiani, per coglierlo in fallo nel discorso.
 Vennero e gli dissero: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno, ma insegni la via di Dio secondo verità. È lecito o no pagare il tributo a Cesare? Lo dobbiamo dare, o no?».
 Ma egli, conoscendo la loro ipocrisia, disse loro: «Perché volete mettermi alla prova? Portatemi un denaro: voglio vederlo». Ed essi glielo portarono.
 Allora disse loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Gesù disse loro: «Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio».
E rimasero ammirati di lui.

MEDITAZIONE
Tertulliano [(155? – 220?)
teologo],
La risurrezione dei morti, 5-6

“Di chi è questa immagine?”

Nella costituzione del mondo, “tutto è stato fatto per mezzo della Parola di Dio, e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste” (Gv 1,3). Quando si tratta di creare l’uomo, è ugualmente la Parola di Dio che opera, poiché senza la Parola di Dio niente è stato fatto”. Dio infatti dice prima questa parola: “Facciamo l’uomo”. Ma per esprimere la superiorità di questa creatura su tutte le altre Dio l’ha fatto con le sue mani: “Dio – viene detto – plasmò l’uomo” (Gen 2,7). (…)
“E Dio – dice la Scrittura – plasma l’uomo con la polvere del suolo”. Non era ancora della malta e già è pronunciato il nome di “uomo”. Quale onore prodigioso per il fango, questo nulla, d’essere toccato dalle mani di Dio! Non bastava a Dio il semplice contatto, e null’altro, per formare l’uomo? Ma vedere Dio lavorare questo fango, si capisce che si trattava di un’opera straordinaria. Le mani di Dio erano all’opera, toccavano, impastavano, stendevano, plasmavano questa argilla che non smetteva di nobilitarsi ad ogni tocco delle divine mani. Immaginati Dio occupato, impegnato totalmente a questa creazione: mani, spirito, attività, consiglio, sapienza, provvidenza, amore soprattutto orientavano il suo lavoro! E’ che con questo fango che plasmava, Dio intravedeva già Cristo, che un giorno sarebbe stato uomo, come questo fango: Verbo fatto carne, come la terra che aveva fra le mani.
Ecco il senso della prima parola del Padre al Figlio: “Facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza” (Gen 1,26). Dio ha modellato l’uomo secondo l’immagine di Dio, cioè secondo Cristo (…) Da allora il fango che rivestiva l’immagine di Cristo, come si sarebbe manifestato nell’incarnazione futura, non era solo l’opera di Dio, ma anche la garanzia di Dio

PADRE NOSTRO…

ORAZIONE
O Dio, che attraverso la stoltezza della croce
hai donato al santo martire Giustino
la sublime conoscenza di Gesù Cristo,
concedi a noi, per sua intercessione,
di respingere gli inganni dell’errore
per conseguire fermezza nella fede. Per Cristo nostro Signore. Amen.

✠ Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. Amen.

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«Il Padre del Signore nostro Gesù Cristo
illumini gli occhi del nostro cuore
per farci comprendere a quale speranza ci ha chiamati.» (Cfr. Ef 1,17-18)
In Cristo Gesù, nostra Speranza, Via, Verità e Vita, sia benedetta questa giornata.

  • don Francesco

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