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Leggere è…

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Perché mi piace leggere? Oh, questa è una domanda difficile, che mi pongono in molti. Proverò a rispondere, per prima cosa con una citazione del mio autore preferito:

-“Non devi” è presto dimenticato. “C’era una volta” durerà per sempre”.- (Philip Pullman)
Ecco, questa frase è verissima. Quante volte, da piccola, mia madre mi diceva di non fare questo o non fare quello? Entrava da un orecchio e usciva dall’altro. Poi però ascoltavo una storia, una storia che spiegava cosa sarebbe successo se l’avessi fatto, e mi rimaneva impresso, e non l’avrei fatto più.

Leggere insegna. E questo è uno dei tanti motivi.

Un altro è il fatto che leggere un libro mi trasporta dentro la storia. Mi permette di vivere un’altra vita, diversa dalla mia, di sfuggire alla mia monotona routine: sveglia scuola pranzo compiti sport cena doccia e poi, quel momento, in cui apro un libro, alla sera, e all’improvviso sono una strega, una guerriera, una semidea, un licantropo, sono inseguita dai nemici, devo risolvere un quesito, combattere contro un mostro, vivere magari una storia d’amore.

Ogni singolo libro che io abbia mai letto, ha lasciato una traccia dentro di me.
Leggere, leggere eleva la mente: vivere è come stare al di là di un muro, e ogni libro che si legge si sovrappone agli altri, costruendo una scala che permetterà di vedere al di là di quel muro.
Cosa c’è lì dietro? Non lo so. Sono ancora troppo giovane. Ma un giorno, forse, quando sarò più anziana e matura, capirò.

C’è potere, nella carta e nell’inchiostro: sono come carne e sangue di una vera persona, e come una vera persona mi fanno ridere, piangere, arrabbiare, commuovere.

E poi, l’odore della carta…

Chiedete a una qualsiasi delle mie amiche che cosa faccio quando muore un personaggio. Io sono triste, triste come per una morte vera.

Leggere mi fa sentire potente, forte, come se potessi correre migliaia e migliaia di chilometri, come se potessi sollevare carichi enormi.

Leggere fornisce un modo per fare amicizia: quante persone sono diventate mie amiche scoprendo che avevamo letto un certo libro? Tantissime.

Oh, potrei parlare ore e ore di perché mi piace leggere. Ma ho trecento parole per dirlo e le ho superate da un po’. Perciò concludo con un’altra citazione:

“Non leggete, come fanno i bambini, per divertirvi, o, come gli ambiziosi, per istruirvi. Leggete per vivere”. (Gustave Flaubert)

Lucia Losacco, 3^B ss1°grado “Michelangelo”, Bari

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