Bariseranews.it – Oltre la notizia

Uil Scuola: quasi 1.800 le cattedre senza docenti tra Bari e Bat, la mobilità conferma la nostra denuncia

210 Visite

In Puglia sono 5.172 le cattedre non ancora assegnate, tra le quali 1.195 sono per gli insegnanti di sostegno, nelle scuole dall’infanzia alle superiori di secondo grado. Questo significa che mancano all’appello oltre 5mila docenti di ruolo. Di queste cattedre “vacanti” 1.768 (di cui 439 sostegno) sono nella provincia di Bari-Bat. Non è complicato immaginare che si avranno non poche difficoltà per l’avvio del prossimo anno scolastico se non si effettuerà da subito il reclutamento.

A lanciare l’allarme è la Uil Scuola Puglia, attraverso il segretario generale Gianni Verga, che in una nota commenta le tabelle della mobilità pubblicati sui siti web degli Uffici scolastici provinciali fra cui l’Usp Bari e previsto nel decreto Sostegni bis: “Le nostre previsioni erano corrette, altro che allarmismo”. Il commento arriva a seguito degli esiti della mobilità docenti tramite il quale sono emersi i posti residui dopo i movimenti, in entrata e uscita, suddivisi per provincia. Dunque il problema è ora sotto gli occhi di tutti. Ora nessuno può negare il contrario.

Il rappresentante pugliese della Uil ricorda che da tempo si chiede di effettuare le assunzioni necessarie a garantire una buona scuola e istruzione e che il decreto “non ha tenuto fede alle nostre richieste, considerato il numero di aspiranti presenti nelle graduatorie, non si riusciranno a coprire tutti i posti vacanti” non con le modalità previste nel decreto Sostegni bis. Numeri che, sottolinea sempre Verga, “creano non poche difficoltà e destabilizzano il sistema scolastico pugliese. Alla scuola non servono provvedimenti tampone, ma occorrono investimenti strutturali, per dare stabilità all’intero sistema e per evitare le centinaia di classi pollaio presenti in Puglia. Vanno assunte, con estrema urgenza, le modifiche al decreto. Sul punto la Uil Scuola è stata chiara – conclude Verga – i due requisiti dell’abilitazione e dei tre anni di servizio non possono rappresentare l’unico criterio da adottare. Devono essere utilizzati disgiuntamente, se si vuole assumere veramente e se si vogliono coprire tutti i posti, altrimenti saremo indotti a pensare che detti requisiti servono a risparmiare, ancora una volta, sul sistema d’istruzione, già fortemente penalizzato nell’ultimo decennio da tagli verticali e usato puntualmente come cassa di risparmio per altre misure”.

Insomma ancora una volta si chiede di intervenire sin da ora per risolvere la questione del precariato e della mobilità prima che inizi il nuovo anno scolastico a fronte delle criticità emerse ancor più evidenti e forti in questo anno dettato dalla pandemia.

Promo