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Sindacati scuola di nuovo in piazza: assumere personale ed eliminare le “classi pollaio”

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Dopo poco più di un mese i sindacati della scuola sono tornati a protestare in piazza. Se il 7 maggio lo hanno fatto davanti all’Ufficio scolastico regionale (Usr) oggi hanno manifestato davanti al Palazzo della Prefettura di Bari. Presenti alcuni musicisti per attirare attenzione e non per far festa. E poi docenti e personale precario Ata per far sentire la loro voce.

Così come un mese fa i sindacati tornano a chiedere la riduzione degli alunni per classe e quindi di evitare le “classi pollaio” con la presenza di oltre 22 alunni (nelle prime classi delle scuole superiori di primo e secondo grado, non è difficile contarne anche intorno ai 30) e assunzione dei docenti con assegnazione delle 1.768 (di cui 439 sostegno) cattedre “vacanti” nelle province di Bari e Bat (5.172 le cattedre non ancora assegnate, tra le quali 1.195 per insegnanti di sostegno in tutta la Puglia), regolarizzazione dei precari anche Ata in tempo utile per poter iniziare con serenità il prossimo anno scolastico e quindi prima di settembre. Ora, a tutto questo, aggiungono coerenza politica da parte Governo e di tenere fede alle promesse sottoscritte, visto che dopo il “Patto per la Scuola al centro del Paese” siglato il 20 maggio e, nella stessa giornata, è stato approvato dallo stesso Governo il decreto legge che di fatto non ha mantenuto quanto si era impegnato ad attuare nell’accordo con i rappresentanti confederali e Confsal. E quindi chiedono misure urgenti prima dell’avvio dell’anno scolastico 2021-22, tenendo conto della realtà e delle criticità da risolvere nella scuola.

Così oggi davanti alle Prefetture delle città di tutta Italia i sindacati si sono dati appuntamento per una protesta generale. A Bari in piazza della Libertà si sono ritrovati i rappresentanti di Flc Cigl, Cisl Scuola, Uil Scuola Rua, Snals Confsal e Anief per chiedere interventi che assicurino stabilità e continuità al lavoro oltre che il regolare avvio del prossimo anno scolastico. I rappresentanti delle sigle sindacali puntano il dito contro quanto previsto nel decreto ovvero la possibilità di assunzione per i docenti che sono inseriti nella I fascia della Graduatorie scolastiche provinciali (Gps) con almeno tre anni di servizio nella scuola statale e di fatto escludono il resto dei docenti non abilitati inseriti nelle II fasce, insegnanti in possesso di abilitazione ma non iscritti nelle graduatorie. In tal modo, denunciano, si determinano classifiche di serie A e di serie B.

I sindacati non sono d’accordo nemmeno sui concorsi straordinari perché “si sono dimostrati un fallimento totale per come sono stati pensati”. Quindi chiedono non solo al Governo ma anche alla Regione Puglia, ritenendoli passi indispensabili per una scuola che sia davvero “al centro del Paese”: la stabilizzazione dei precari sia abilitati e specializzati e sia con 3 anni di servizio; la stabilizzazione dei Dsga (Direttori dei servizi generali e amministrative) facenti funzione con 3 anni di servizio; il superamento dei blocchi sulla mobilità del personale; il rafforzamento degli organici del personale docente, educativo ed Ata a partire dalla conferma dell’organico Covid – la cui scadenza di contratto è prevista al termine delle attività didattiche a giugno 2021 in quanto utilizzato solo per supplenze; la riduzione del numero di alunni per classe; la partecipazione a un nuovo concorso anche in caso di mancato superamento del precedente. Al Governo in particolare viene richiesto di cambiare il provvedimento durante l’iter di conversione in legge del decreto. Mentre alla Regione di adottare un piano sanitario, sin da ora, in grado di garantire a settembre il pieno funzionamento e in sicurezza della scuola in presenza senza più dad, ad ogni grado, in modo da non lasciare più facoltà di scelta di frequenza alle famiglie.

Un appello viene rivolto pure agli Uffici scolastici del territorio affinché evitino di adottare provvedimenti unilaterali favorendo, invece, azioni concordate con i sindacati. Non viene tralasciata nemmeno la Prefettura a cui si rivolgono affinché garantiscano il rispetto del numero massimo di alunni per classi. Una misura questa che consentirà non solo di assicurare igiene e quindi ridurre i rischi di contagi da qualunque virus ma soprattutto maggior attenzione e profitto degli studenti. Importante anche l’adozione di misure e provvedimenti per prevenire e contrastare una nuova pandemia anche attraverso un piano trasporti adeguato e che garantisca il distanziamento necessario ad evitare possibili contagi.

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