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Il mondo dello spettacolo riparte. De Santis: “Mesi tribolati, ora si vede la luce. Mai arrendersi”

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Il mondo dello spettacolo riparte, con esso anche il divertimento. Per chi lavora, ma anche per chi è convinto spettatore. Uccio De Santis fa parte di una categoria per cui il pubblico è davvero tutto: sono stati mesi difficili, quello con il Covid, mal’importante è stato uscirne più forti e convinti di prima. Ai microfoni di Barisera il comico si racconta anche a proposito dell’ultima ricca esperienza su Rai Due, che l’ha visto protagonista a livello nazionale dopo tanto tempo.

Uccio de Santis, il mondo dello spettacolo rivede finalmente la luce.

“Adesso effettivamente la ripartenza c’è, adesso c’è voglia di riorganizzarsi e di divertirsi, da parte degli organizzatori e del pubblico. Il palcoscenico nazionale è una vetrina gradita e il calendario è tornato finalmente pieno. In più, nei periodi di blocco totale, non ci siamo comunque fermati. Certo, recitare davanti al nulla è complicato e la presenza del pubblico è fondamentale”.

Ultima ribalta nazionale su Rai Due. E tanti gli ascolti.

“In termini di ascolti abbiamo avuto picchi record, arrivando al 4,2% di share. Certo i consensi, ma anche le critiche negative, non sono mancate. Qualcuno forse si aspettava un Uccio come in Mudù o in piazza. Ma va detto che in tv è impossibile esprimersi allo stesso modo. Le prime puntate, in generale, sono sempre viste con un occhio molto critico. Certo, l’importante è che se ne parli ma spero sempre che le critiche positive siano superiori”.

Che periodo è stato quello del Covid?

“E’ stato un anno particolare. Con i social, soprattutto, è stato fatto un lavoro intenso. E’ stato anche difficile uscire di casa, soprattutto durante la zona rossa. E ogni mattina, per uscire, non mancava l’autocertificazione. Ho sempre montato quello che c’era da montare e, comunque, non sono mai rimasto fermo nonostante tutto. Le continue riaperture e chiusure hanno complicato tutto ma il lavoro in qualche modo è riuscito ad andare avanti, per quanto mi riguarda. Rispetto al passato ho lavorato in maniera ordinata. Certo, il mio sostegno, seppur lieve, ai movimenti di protesta io l’ho dato”.

Da ragioniere a comico. Quando ha pensato di svoltare sul piano professionale?

“Quando gli impegni da comico hanno superato quelli da ragioniere. Ho sognato in grande, andando oltre i matrimoni, gli spettacoli chiusi o le feste private. E’ una scelta che ha portato svuppi bellissimi”.

Sul piano personale, come vede il suo futuro?

“Nella mia carriera non ho mai avuto botte di fortuna particolari, ma la mia carriera è ancora in crescita. Crescono le apparizioni a livello nazionale e non solo. Sono contento di questo”.

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