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Una miniera d’oro sepolta: Bari, impara dai grandi club!

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Anche i grandi club sono ormai convinti che il futuro del calcio risieda nello sviluppo dei settori giovanili, dai quali possono emergere giovani calciatori già pronti per i campionati più importanti.

Il settore giovanile del Bari vive anni difficili. Tutto è iniziato con il fallimento della gestione Giancaspro e con la conseguente mancata iscrizione al campionato di serie B, che rese liberi piccoli calciatori subito ingaggiati da altre società.

La nuova proprietà dei De Laurentiis non volle o non fece in tempo a trattenerli e così tre di loro finirono a Lecce: Pierno, Maselli e Monterisi (probabilmente quest’anno aggregati alla prima squadra). Cellammare fu ingaggiato dal Milan e ora è della Lucchese. Simone e Logrieco finirono alla Roma campione d’Italia Under 15, e altri piccoli talenti finirono per trovare spazio in squadre come Fiorentina, Milan e Sassuolo. Negli ultimi tre anni alcuni giovani promettenti sono stati ceduti al Napoli. Fra tutti il portiere Turi, convocato nella nazionale under 16.

Sul piano sportivo i risultati del settore giovanile biancorosso non potevano che essere deludenti: la Berretti è retrocessa e ripartira’ dalle categorie piu’ basse dei campionati nazionali. A proposito di categorie nazionali, il Bari partecipa a tre campionati al contrario di altri club di C che sono presenti con cinque formazioni.

Intanto il territorio continua a sfornare talenti, uno su tutti il 14enne attaccante del San Paolo Claudio Giardino conteso da numerosi club di serie A. Dopo un anno a Lecce, il ragazzo è in procinto di legarsi a un grandissimo club della massima divisione.

Dulcis in fundo i figli di due ex calciatori del Bari: Cardascio e Sibilano hanno entrambi firmato per il Sassuolo, società che fa del lavoro sui giovani il suo business principale (vedere Berardi, Locatelli, Pellegrini e Sensi per credere).

Riuscire a lavorare bene nel vivaio del club significa progettare nel lungo periodo e affidare la crescita di ragazzi e (a volte) bambini alle più idonee risorse umane. Nei vivai di oggi si formano gli uomini e i calciatori del domani che se educati bene, seguendo i più nobili valori dello sport, possono diventare risorse preziose in chiave sportiva (Mercurio è un classe 2003 su cui il Bari punta tanto) ed economica (le famigerate plusvalenze).

Progettare bene non è semplice e gli effetti di un’ottima programmazione non si manifestano in pochi mesi. Ci si augura un’inversione e di tendenza in casa barese.

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