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Anci, finora 600 adesioni a evento ‘Dignita’ per i sindaci

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Sono 600 ad oggi i Sindaci che hanno aderito al Consiglio nazionale e alla successiva manifestazione convocata dall’Anci per mercoledì 7 luglio a Roma (dalle 10 alle 12 presso l’auditorium Angelicum). La riunione del Consiglio nazionale, in presenza per la prima volta dall’inizio della pandemia, “sarà dedicata soprattutto – precisa l’Anci – alle tutele e a una maggiore dignità da riconoscere al ruolo dei Sindaci, temi sui quali ci sarà modo di confrontarsi ed elaborare proposte da far pervenire a Governo e Parlamento. L’obiettivo è quello di porre all’attenzione delle istituzioni le condizioni normative nelle quali oggi operano i Sindaci, e proporre soluzioni correttive che consentano loro di continuare a lavorare per le comunità in un clima di maggiore serenità”.

I sindaci chiedono, in sintesi, che il Governo affronti quattro punti salienti:

  1. Un’accelerazione della revisione del Testo Unico dell’Ordinamento degli Enti Locali anche al fine di: una più chiara e netta separazione delle responsabilità penali, amministrative e contabili che attengono in via esclusiva alla gestione e quelle che invece devono far capo agli organi politici; una ridefinizione delle competenze e del ruolo del Sindaco sostanziando e circoscrivendo i comportamenti che integrano l’omessa vigilanza sull’operato gestionale;
  2. Un riordino e un coordinamento della disciplina in materia di inconferibilità, incompatibilità e ineleggibilità;
  3. Una riscrittura dell’abuso d’ufficio (già delimitata come fattispecie con il decreto semplificazioni) con una specificazione dei contenuti delle specifiche regole di condotta che possono dar luogo all’incriminazione, altrimenti ancora troppo generiche. A tal fine si rileva che dati statistici mostrano l’enorme divario tra l’elevato numero di contestazioni dell’abuso d’ufficio (circa 7.000 negli ultimi anni per i quali si dispone di dati: il 2016 e il 2017) e i provvedimenti definitivi di condanna che non arrivano a 100, negli anni considerati;

4.    Una migliore disciplina dell’avvio dell’azione penale e della qualificazione della notizia di reato, distinguendo nettamente l’ipotesi della semplice irregolarità amministrativa da quella di reato”

Al termine della riunione i Primi cittadini sfileranno in corteo per consegnare al Governo il documento contenente le indicazioni emerse nel corso del Consiglio nazionale. Oltre al presidente dell’Anci Antonio Decaro, sindaco di Bari, e al presidente del Consiglio nazionale, Enzo Bianco, si registrano sinora, fra le altre, le presenze di Beppe Sala (Milano), Chiara Appendino (Torino), Dario Nardella (Firenze), Giorgio Gori (Bergamo), Mario Conte (Treviso), Federico Pizzarotti (Parma), Matteo Ricci (Pesaro), Valeria Mancinelli (Ancona), Salvo Pogliese (Catania), Andrea Gnassi (Rimini), Alessandro Ghinelli (Arezzo), Giuseppe Falcomata’ (Reggio Calabria), Carlo Salvemini (Lecce), Alessandro Canelli (Novara), Matteo Biffoni (Prato), Federico Sboarina (Verona), Federico Borgna (Cuneo), Giuseppe Cassi’ (Ragusa), Damiano Coletta (Latina), Michele Conti (Pisa), Gianguido D’Alberto (Teramo), Alan Fabbri (Ferrara), Maurizio Dipietro (Enna), Diego Ferrara (Chieti), Gianluca Galimberti (Cremona), Mauro Gattinoni (Lecco), Sergio Giordani (Padova), Mario Guarente (Potenza), Leonardo Latini (Terni), Rinaldo Melucci (Taranto), Claudio Scajola (Imperia), Daniele Sinibaldi (Rieti), Alessandro Tambellini (Lucca), Antonfrancesco Vivarelli Colonna (Grosseto).

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