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Chiusura “Del Prete”, genitori inviano lettera di diffida al sindaco

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La cattedra contro il muro ed insegnanti costrette a far lezioni in piedi. E’ questa una delle situazioni vissute, con relativi disagi, da una delle classi trasferite dalla “Carlo Del Prete” alla “De Amicis”. Una scuola svuotata e l’altra sovraffollata al punto da non avere spazi adeguati per ospitare una ventina di scolari e docente. Una situazione inaccettabile da sempre, ancor di più in tempi di emergenza sanitaria dove deve essere garantita la distanza tra banchi, cattedra, studenti e docenti, per evitare contagi in particolare tra i bambini che non sono vaccinabili contro il coronavirus perché sotto i 12 anni di età.

I genitori e i docenti, che continuano a chiedere di non chiudere la scuola “Carlo Del Prete”, sono ancora in attesa di essere riconvocati dal sindaco Antonio Decaro. Dopo l’evidente posizione ferma del primo cittadino e del presidente del Municipio II, Giovanni Lucio Smaldone, non hanno arrestato le loro intenzioni. Anzi sono ancora più agguerriti di prima. L’incontro con il primo cittadino è stato per loro deludente. L’associazione di promozione sociale “Scuole diffuse in Puglia”, con tutti i comitati aderenti, appoggiati dal “Comitato genitori scuola Del Prete” e dal coordinamento di associazioni “Salviamo la Scuola Carlo Del Prete”, il 2 luglio scorso ha inviato una lettera di diffida alle autorità competenti al “fine di denunciare – si legge in una nota stampa – le gravi inadempienze del Comune di Bari e della sua Città metropolitana in materia di Edilizia scolastica e ridefinizione della rete scolastica territoriale in riferimento ad adeguati piani di organizzazione dell’offerta formativa, trasporti e mobilità sostenibile a garanzia di un avvio del prossimo anno scolastico 2021/2022 nelle migliori condizioni nel solo primario interesse della salute e del benessere di tutti i minori”.

La lettera è indirizzata, oltre che al sindaco, pure al prefetto, al presidente della Regione Puglia, ai direttori dell’Usr Puglia e dell’Usp Bari, al presidente del Consiglio dei Ministri, ai ministri dell’Istruzione e della Salute, al garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Puglia e a quello nazionale, e persino al Presidente della Repubblica. Nel documento chiedono che sia revocato il provvedimento e di tutti gli atti che possano compromettere il rientro nella scuola “Carlo Del Prete” con il trasferimento, negli ambienti, di uffici pubblici comunali. E motivano questa richiesta ricordando che verrebbero violati i principi della Costituzione a partire da quello che la “scuola è un luogo, una comunità, un punto di riferimento dove incontrarsi e porre in essere tutte quelle attività che di concerto costituiscono l’istruzione” così come verrebbe meno anche quello alla salute, in un periodo di emergenza da pandemia.

Aggiungono che nell’edificio, dove dovrebbero essere trasferite le ultime tre classi della scuola primaria “Del Prete” aggiungendosi a quelle già spostate negli anni precedenti, molte aule risulterebbero non idonee “ad ospitare la popolazione scolastica spesso in soprannumero rispetto agli ambienti a disposizione” e che molti ambienti “sono collocati in edifici o porzioni di costruzioni prefabbricate o comunque non idonee ad un ambiente salubre e adatto alla situazione pandemica”. Il rischio è che non si possa rispettare, in caso di continuata emergenza pandemica, il distanziamento tra i banchi e che si debba ricorrere per il terzo anno consecutivo alla didattica a distanza (dad) e che questo avvenga per alunni di una scuola elementare per i quali, è stato dimostrato, i problemi psico-fisici sono aumentati. In particolare viene sottolineato che la decisione di spostare le classi e chiudere la scuola non è stata concordata con l’Ufficio scolastico regionale (Usr) né con gli organi collegiali scolastici né con il territorio di riferimento. E non tralasciano di poter agire ad altre vie in caso di mancato ottemperamento alle loro richieste.

Nel frattempo continua la raccolta firme per fermare la decisione di chiudere la scuola “Carlo Del Prete”. Ad oggi sono state raccolte oltre 500 firme e ci sono varie modalità per poter aderire all’iniziativa. Diversi negozi nel quartiere Carrassi hanno il modulo in sede con la possibilità di leggere e sottoscrivere la petizione, l’elenco è pubblicato sulla pagina social del gruppo “Comitato genitori Carlo Del Prete“. Parallelamente è stata anche avviata la raccolta firme su una nota piattaforma on-line gratuita dedicata alle campagne sociali. Un modo per estendere la conoscenza del problema ed allargare la richiesta pubblica di non chiudere una scuola in una città che ha “fame” di aule per evitare sovraffollamenti oltre che garantire diritti.

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