I master sono occasione importante per i laureati

I giovani laureati non si sentono “arrivati”. Non a Bari, almeno. Dopo aver studiato per conseguire una laurea, sono consapevoli che conquistare il solo accesso ad un posto di lavoro non è assolutamente facile e che in molti casi è necessario almeno un titolo di alta formazione. Tra i primi ostacoli c’è però il costo dei master, non a tutti accessibile. Un importante aiuto in merito è quello offerto dalla Regione Puglia con “Pass Laureati” una misura per finanziare un corso master di alta formazione per tutti i nati dopo il 31 dicembre 1983. L’agevolazione può coprire in tutto o in parte il percorso formativo ed è calcolato in base all’Isee.
Tanti i giovani che di recente hanno potuto usufruire di tale finanziamento (con copertura totale o parziale) partecipando e concludendo uno dei tre master biennali innovativi di alta formazione organizzati, per la prima volta, da Adsum Bari, il centro di formazione accreditato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Miur) e dalla Regione Puglia. Quaranta laureati di età compresa tra i 24 e i 35 anni che hanno frequentato con successo i corsi di specializzazione post universitari nel capoluogo pugliese. Pochi giorni fa hanno ricevuto i diplomi 26 allieve e 14 allievi.

Ne abbiamo sentiti tre per cercare di capire quali siano le difficoltà nel trovare lavoro e cosa può offrire un master. Luigia Mercadante, 33 anni di Altamura, con una laurea magistrale in Scienze Biologiche, ha conseguito il master specialistico in “Gestione laboratori clinici, agro-biologici e ambientali”. Da sempre il suo obiettivo è quello di poter entrare in un laboratorio di analisi cliniche e c’è riuscita proprio grazie al master. «Ho avuto la possibilità di farmi conoscere e far risaltare le mie capacità professionali nel laboratorio di analisi cliniche e batteriologiche di Bari dove ho effettuato le ore di stage per il master – racconta con evidente entusiasmo e soddisfazione – e che ora mi ha assunto. Il contratto, che ho firmato ad ottobre a tirocinio concluso ma con il master ancora in corso, è a tempo determinato con la possibilità di rinnovo dopo un anno. Questo è il mio secondo master, nel primo avevo avuto la possibilità di poter lavorare in un’azienda ma in ambito farmaceutico. Non mi soddisfaceva però. Ho lasciato e ripreso gli studi con il master dedicato a quello che era il mio settore lavorativo preferito e a cui miravo da sempre». Purtroppo, come altri, ha dovuto constatare personalmente che, nonostante una laurea ed altri corsi di formazione, è difficile poter entrare nel mondo del lavoro. Le aziende spesso sono scettiche e poter anche solo accedere ad un colloquio di lavoro, se si è completamente sconosciuti, è praticamente impossibile. Il master invece offre la possibilità di mettere a stretto contatto datore di lavoro e potenziale dipendente. «Con il tirocinio di 600 ore, ho appreso quello che gli studi universitari purtroppo non mi hanno dato a partire da più ore di pratica nei laboratori. L’Università dovrebbe offrire occasioni di contatto con le aziende».

Luigia Mercadante

E’ invece di Palo del Colle, il 26enne Claudio Cuscito con una laurea magistrale in Economia e management aziendale. Ha concluso il master specialistico “Lean Organization e management delle risorse umane” e, da una settimana, sta lavorando in un’azienda di logistica a Modugno con un contratto triennale di apprendistato professionalizzante. L’azienda che lo ha assunto non è nessuna delle due in cui ha effettuato il tirocinio per un totale di 600 ore, «lo stage mi è però servito ad apprendere quali sono le esigenze aziendali – riferisce – mi ha permesso di entrare nella pratica affrontando tante tematiche in vari ambiti e situazioni, che sto riscontrando ora lavorando». Alla sua prima esperienza lavorativa per gli studi effettuati (in precedenza ha lavorato in tutt’altro settore per mantenersi agli studi) si occupa di risorse umane a tutto tondo: dall’assunzione attraverso la selezione del personale, al contratto, alla formazione del personale assunto, nonché supporto per risolvere problemi di dipendenti, relazioni sindacali, sino alla cessazione del lavoro. «L’Università per quanto utile manca di avvicinamento alle reali esigenze aziendali – aggiunge – è teorica e generica. Il master mi è servito ad imparare a mettermi in gioco e a migliorarmi in maniera continua in qualunque ambito, non è solo utile dal punto di vista di acquisizione di competenze ma anche come crescita personale. Tra l’altro proprio questo corso di studi mi ha permesso di conoscere la filosofia gestionale giapponese, la lean organization, basata sulla identificazione ed eliminazione degli sprechi aziendali e sullo snellimento di tutti i processi di lavoro con centralità delle persone e che sto applicando nell’azienda che mi ha assunto».

Claudio Cuscito

Come gli altri colleghi del master “Managment delle Strutture socio-sanitarie”, per la maggior parte lavoratori, ha invece potuto usufruire della formula week end, Federica De Florio 31enne di Gallipoli, in possesso di una laurea triennale in Scienze Politiche e relazioni internazionali, per cui ogni venerdì, dopo il lavoro, ha fatto la pendolare per raggiungere Bari in treno e seguire le lezioni soggiornando in un B&B. Impiegata amministrativa in un’azienda del suo paese, ha deciso di seguire il corso dedicato alle Rsa perché è certa che questo sarà il futuro lavorativo di tanti giovani per il progressivo invecchiamento della popolazione. “Pur non avendo questo settore nulla a che fare con gli studi universitari da me seguiti, è un ambito che mi affascina. Come sbocchi lavorativi posso ora mirare ad aprire un centro diurno per anziani, il mio sogno, oppure essere assunta come consulente per le strutture socio-sanitarie o lavorare negli uffici come coordinatore per gestire una Rsa». Per via delle restrizioni dovute all’emergenza sanitaria da covid, il tirocinio per questo master è stato rinviato ma le 500 ore di stage dovrebbero essere effettuate a breve in una delle strutture che ospita anziani e che proprio per tutelare questa categoria fragile è stata chiusa agli esterni. Tra le nozioni approfondite quelle specifiche per la Puglia ed in particolare i regolamenti n.4 e n.5 del 2019 sulle Rsa con un’attenzione particolare proprio alla questione pandemica.

Federica De Florio

Nel corso della cerimonia di consegna dei diplomi il direttore di Adsum Bari, Vito Gargano, ha commentato: «Grazie  ai finanziamenti regionali e alla forte sinergia con le aziende del territorio, abbiamo contribuito alla formazione e crescita dei giovani laureati pugliesi, ottenendo un placement inaspettato intorno al 70%. Motivati da questi risultati, stiamo già lavorando alla realizzazione delle seconda edizioni oltre ad altri due master innovativi». Sono infatti oltre 25 i giovani già assunti al termine del percorso di alta formazione della durata di due anni con il coinvolgimento di più di 40 docenti.

Anna Caiati

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