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Nuovo corso Medicina in Puglia; Speranza, un investimento

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Un nuovo corso di laurea in Medicina nasce in Puglia, a Casamassima (Bari), grazie alla collaborazione tra l’università Lum e l’ospedale Miulli. Oggi c’è stata una conferenza stampa di presentazione aperta da un messaggio inviato dal ministro della Salute, Roberto Speranza: “Promuovere la formazione dei medici – le parole del ministro – e di tutti i professionisti sanitari rappresenta un investimento per migliorare la qualità della vita delle persone. La conoscenza e la ricerca sono fondamentali per costruire una sanità pubblica sempre più efficiente e vicina alle comunità e ai territori. Occorre salvaguardare e rafforzare il nostro servizio sanitario nazionale che in questi mesi difficili di pandemia e’ stato messo a dura prova e ha retto grazie all’instancabile lavoro e alle competenze di medici, infermieri e di tutti i professionisti sanitari. E’ su questo capitale umano che dobbiamo investire per la tutela di un diritto che alla base di tutto: la salute”.

I lavori della conferenza, coordinati dal proessore Francesco Albergo, direttore operativo della Lum, sono stati aperti dal professore Antonello Garzoni, rettore dell’Università Lum. “La nascita del corso di laurea in Medicina – ha detto Garzoni – è stata una sfida importante, una sfida vinta dalla Puglia in un contesto in cui c’è la necessità di avere sempre più medici che guardino alla professione sanitaria in un’ottica un po’ più ampia. Il nuovo corso di studi di Medicina e Chirurgia nasce nell’ambito di una visione che tende alla deospedalizzazione favorita da un processo di sinergia con i medici di base grazie alle nuove tecnologie e alla telediagnostica”.

“Quando sei anni fa – ha detto il governatore pugliese Michele Emiliano – mi dicevano che avevamo i soldi per assumere nuovo personale in sanità ma non c’erano medici in Italia da assumere, quasi stentavo a crederci. Mi piacerebbe capire chi fosse cosi’ preoccupato di avere un alto numero di medici o chi temesse che un avvicendamento ottimale nella sanità pubblica potesse avere un peso nella spesa sanitaria, perché veramente quella era una impostazione contro ogni logica. La sanità pubblica è un investimento per l’attrattività del territorio al pari, se non superiore, di quello in infrastrutture e servizi”.

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