Bariseranews.it – Oltre la notizia

EMPORIOAMATO_ECOMMERCE_MANCHETTE
zona franca
migorusperfast
PUGLIASERA
LUNGAVITA
logo Turbo Service_bianco 1024-01
BIRRA GARRABB _ nat bionda
fiera
Benn
Benn
Migro
taralloro
gran bontà
Alco
Premio Agorà – TOTEM_85x200_prova2-03
banner-pelati-migro-largo
banner-barisera-3
banner-SAN-NICHOLAUS-vini
banner-SAN-NICHOLAUS-e1599142133882
Banner_qui_conviene

Covid. Alla Asl Bari e Policlinico di Foggia la sperimentazione “Telemachus”

56 Visite

Un braccialetto per controllare la circolazione del coronavirus associato a una applicazione per telefonini capace di immagazzinarne i dati e controllare a distanza i pazienti. Un modo per monitorare la diffusione del Covid-19 incrociando così parametri vitali e dati satellitari e tentando anche di bloccare la catena di contagi. Entra nel vivo ‘Telemachus’ il progetto di telemedicina sviluppato da un consorzio di aziende del Sud Italia guidato da g-nous, società pugliese attiva nel settore della space economy, e composto da Aulab, Nextome, SensorID, BionIT Labs e SaniLab Plus, in collaborazione con il Politecnico di Bari e co-finanziato da un bando dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) attraverso i fondi di Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e ministero dell’Innovazione e della digitalizzazione.

I braccialetti smart, l’app e la dashboard per monitorare i dati da alcune settimane sono in fase di test nella Asl di Bari e nel Policlinico Riuniti di Foggia dove è in corso la sperimentazione indoor. Qui l’obiettivo è monitorare le condizioni di salute del personale sanitario per tracciare e bloccare tempestivamente la catena del contagio all’interno della struttura ospedaliera ed evitare focolai. I dati raccolti saranno elaborati da g-nous, per analisi epidemiologiche e per lo sviluppo di modelli predittivi attraverso algoritmi di intelligenza artificiale. Il braccialetto somiglia a un orologio e rileva i parametri vitali di chi lo indossa comuncando con i sistemi di geolocalizzazione spaziali (i satelliti) o terrestri (dispositivi BLE Bluetooth Low Energy). Il dispositivo è in grado di monitorare frequenza cardiaca, temperatura corporea, ossigenazione del sangue (SpO2) ed elettrocardiogramma (ECG). I dati sono inviati in tempo reale ai medici che li esaminano da mobile attraverso l’app (disponibile su dispositivi iOS e Android) e da desktop attraverso una dashboard web. Sono già allo studio diverse implementazioni e integrazioni di dati rilevati con altri sensori, includendo parametri come la frequenza respiratoria. Il braccialetto si ricarica attraverso una piastra magnetica e non ha display perché si tratta di un dispositivo medico.

Tutte le componenti e le tecnologie sono realizzate da aziende del consorzio: la barese g-nous coordina le attività del progetto e sviluppa l’intelligenza artificiale, Aulab (Bari) ha sviluppato l’app e la dashboard, Nextome (Bari) il sistema di posizionamento, Sensor ID (Campobasso) ha curato la progettazione dei sensori e gli aspetti di comunicazione del sistema, BionIT Labs (Lecce) si è occupata della progettazione e della produzione del braccialetto, SaniLab Plus (Bari) dell’arruolamento dei medici di base e degli aspetti di consulto medico all’interno del sistema.

Il Politecnico di BARI ha fornito una supervisione tecnico-scientifica e sta curando l’andamento della fase pilota. A rendere unico il progetto è la capacità di incrociare i parametri vitali con le condizioni ambientali grazie al sistema di posizionamento Gnss e alla modularità del sistema. Si potrà capire quanto influiscono a esempio lo smog, le variazioni di temperatura e altri fattori climatici o sociali sulla catena dei contagi. Informazioni fondamentali per sviluppare modelli predittivi sulle epidemie come quella da Covid-19. Il tutto, con la sicurezza di un sistema di codifica dei dati che garantisce l’anonimato delle persone che indossano il dispositivo.

banner-MSF-A
banner_barisera_aranea
banner-mode-c

Promo