Bancarotta fraudolenta, dal Tribunale di Bari una sentenza che fa scuola

Non ė sufficiente essere amministratori di una società per essere condannati per bancarotta fraudolenta.
È quanto emerge dalla sentenza del collegio della 1° Sezione Penale del Tribunale di Bari, circa l’accusa rivolta a due componenti del Consiglio di amministrazione di una Srl, assolti perchè il fatto non sussiste.
La decisione dei giudici arriva nonostante le tesi avanzate dal PM che sosteneva: “In tema di bancarotta fraudolenta fallimentare, le operazioni dolose di cui all’art. 223 co 2 n. 2 L.F., possono anche consistere nel sistematico inadempimento delle obbligazioni fiscali e previdenziali frutto di una consapevole scelta gestionale da parte degli amministratori della società da cui consegue il prevedibile aumento della sua esposizione debitoria nei confronti dell’Erario e degli enti previdenziali”.
Per i due assolti, C. L. difeso dall’avv. Massimo Labianca e A.A. difeso dall’avv. Antonio La Scala, il tribunale ha accertato nel corso dell’istruttoria dibattimentale che i due imputati, pur essendo membri del Consiglio di Amministrazione in realtà non avevano la piena consapevolezza degli atti amministrativi e fiscali che venivano redatti dall’altro amministratore che invece è stato l’unico condannato.

Maurizio Rana

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