“Cibo in Salute”, il centro dell’Uniba per riunire esperti di salute e alimentazione

Nutraceutica (dalla fusione dei termini nutrizione e farmaceutica) è la disciplina che indaga sui componenti e i principi attivi degli alimenti con effetti positivi sulla salute. Nutrigenomica (o genomica nutrizionale) è la scienza che studia il rapporto tra il patrimonio genetico (genoma) e la nostra dieta, in quanto si basa sulla confermata teoria che ciò che mangiamo influenza il nostro Dna e la salute, a partire dai futuri neonati. Microbiota intestinale indica invece la popolazione di microrganismi (batteri, miceti e persino virus) che si trovano nell’intestino. Queste tre parole, insieme con agricoltura e benessere sociale, sono sempre più presenti nelle nostre case grazie a tanti programmi televisivi dedicati all’alimentazione sana. Termini a molti ancora incomprensibili o che non sono ancora entrati, seppur applicati nelle azioni quotidiane, nel nostro vocabolario personale, ma molto noti agli scienziati, ai ricercatori, agli studiosi e a tutti coloro che si occupano quotidianamente della salute degli altri.

A Bari, da ora in poi, queste discipline saranno ancora di più all’attenzione, come scienze e studi mirati, nel neonato Centro Interdipartimentale dell’Università degli studi “Aldo Moro” di Bari chiamato semplicemente “Cibo in Salute”. Nato con l’approvazione degli Organi accademici (senato e consiglio di amministrazione dell’Ateneo barese) allo scopo di assegnare il ruolo di interlocutore privilegiato dell’Università nei confronti di tutti gli enti interessati – i cosiddetti stakeholder – territoriali, regionali in primis e nazionali poi nel settore che lega a doppio filo il cibo e la salute e, soprattutto, consentire a 8 Dipartimenti universitari di poter lavorare e confrontarsi in continua sinergia.

A coordinare il centro, unico nel suo genere nel Sud Italia e a spiccato carattere interdisciplinare è stata scelta la professoressa Filomena Corbo, docente di Chimica degli Alimenti presso il Dipartimento di Farmacia-Scienze del Farmaco. Sarà lei responsabile della conduzione di incontri e studi dei Dipartimenti di Farmacia-Scienze del Farmaco, Bioscienze, Biotecnologie e Biofarmaceutica, Interdisciplinare di Medicina (DIM), Emergenza e Trapianti di organo (DETO), Scienze della Formazione, Psicologia, Comunicazione (For. Psi. Com.), Scienze del suolo, della pianta e degli Alimenti (DISPPA), Studi Umanistici (DISUM), Economia e Finanza) rappresentati da docenti annoverati tra le eccellenze dell’Ateneo barese, i direttori dei Dipartimenti, ovvero i professori: Francesco Leonetti, Carlo Sabbà, Luigi Ricciardi, Francesco Giorgino, Vitorocco Peragine, Antonio Moschetta, Loreto Gesualdo, Dante Mazzitelli, Loredana Perla, Stefania Massaro, Maria De Angelis, Isabella Pisano, Grazia Tamma, Caterina Lavarra, Giuseppina Gadaleta – gli ultimi 10 costituiscono il Comitato scientifico di “Cibo in Salute”.


L’idea è nata al fine di favorire la contaminazione tra saperi, tema particolarmente caro al
rettore dell’Università degli Studi di Bari, prof. Stefano Bronzini. In particolare sarà condivisa la filosofia della nuova programmazione europea che “incardina” i saperi scientifici, individuati nei pilastri di Horizon Europe, con gli aspetti legati alla cultura, alla education e in generale al grande bagaglio culturale europeo. Si punterà, inoltre, a valorizzare il settore agroalimentare salutistico, considerato che il rapporto tra alimentazione e salute è sempre più un criterio che influenza le scelte di acquisto dei consumatori e che genera nuove opportunità di mercato. Così come le discipline scientifiche che correlano il cibo alla salute, come la  nutraceutica, la nutrigenomica, le biotecnologie alimentari e lo studio del microbiota, rappresentano il supporto scientifico alla crescita socioeconomica dei paesi del Mediterraneo, tra cui l’Italia, il cui tessuto industriale è votato alla valorizzazione del settore agroalimentare e salutistico.

A fronte di questa modernità, del tutto condivisibile, il Centro ha la consapevolezza di quanto sia oggi più che mai necessario aggregare competenze, eliminando dove possibile le conflittualità e aumentando la sinergia tra discipline, apparentemente distanti. Si mirerà, tra l’altro, a sfruttare  a pieno le sfide che ci attendono con la ripresa post covid, rendendo virtuosi gli investimenti, tenendo bene presente i target di cittadini a cui si dovrà rivolge l’utilizzo dei fondi del PNRR (il Piano nazionale di ripresa e resilienza), per una fruttuosa ricaduta sociale.

Tra i programmi della presidente Corbo insieme con il Comitato scientifico, grazie alla grande componente femminile – 8 su 10 sono donne – c’è quello di rispondere alle politiche di genere che mirano ad utilizzare le risorse gestionali, creative e comunicative dell’universo femminile, non a caso generatrici e responsabili, sin dal concepimento, del nutrimento di nuove vite.

Promo