Il sottosegretario Sasso dalla parte di chi non vuole chiusa la “Del Prete”

Il sottosegretario al Ministero dell’Istruzione, il barese Rossano Sasso, insegnante ed ex sindacalista, si schiera in favore della riapertura della scuola “Carlo Del Prete”. Al momento, il rappresentante politico della Lega di Matteo Salvini è l’unico, sino ad oggi, ad aver apertamente appoggiato quella che è ormai una “battaglia di quartiere” intrapresa da genitori, residenti, insegnanti e persino commercianti affinché la scuola elementare del quartiere Carrassi non sia chiusa per far posto agli Uffici del Municipio II. Non solo.

In una nota inviata pure al “Comitato genitori scuola Del Prete” scrive di aver accettato e “senza esitazioni l’invito all’incontro di domani mattina alle 10.30 con i cittadini e le famiglie che si stanno battendo per evitare la chiusura della scuola Del Prete di Bari. Una delle realtà educative storiche della città, un fondamentale punto di riferimento per il quartiere Carrassi che rischia di essere spazzato via per un capriccio della Giunta, che vuole occupare l’edificio con gli uffici della Circoscrizione. Chiudere una scuola è sempre una sconfitta per una comunità, ma farlo per un motivo del genere è ancora più sconfortante”.

Sino ad oggi il comitato, costituitosi a conclusione della prima assemblea pubblica aperta convocata davanti alla scuola in corso Benedetto Croce, ha incontrato due volte il sindaco Antonio Decaro, tre volte l’assessore alle Politiche educative Paola Romano (la prima, in strada, in occasione della prima assemblea pubblica, quando sembrava essersi aperto un barlume di speranza, ndr), ed una volta il consigliere comunale e componente del Consiglio superiore della Pubblica Istruzione, Marco Bronzini – nonché consigliere metropolitano delegato all’Edilizia scolastica – e, pochi giorni fa, un responsabile della Prefettura di Bari. Nessuno però sembra voler tornare sulla decisione presa a maggio dal Consiglio metropolitano con 19 voti favorevoli e solo due opposizioni da parte di Virna Ambruosi (F.I.) e Matteo Colapietro (Lega) che stabilisce il trasferimento degli uffici da Stradella del Caffè nell’edificio secolare con il trasferimento degli alunni nella De Amicis per una totale e definitiva della scuola che è stata smembrata in dieci anni.

Nemmeno la lettera di diffida inviata dall’asp “La Scuola che vogliamo – Scuole diffuse in Puglia” al primo cittadino e a tutti i massimi rappresentanti degli enti responsabili dell’istruzione e delle scuole, a livello locale e nazionale, ha distolto dalla crudele e insensata decisione presa in piena emergenza sanitaria per la pandemia ancora in corso e la necessità di aule per garantire il distanziamento sociale oltre che lezioni in presenza per classi “pollaio” ed edifici affollati.

Sasso nel suo scritto ribadisce che “il diritto allo studio dei nostri figli non è negoziabile” ed invita Decaro “ad aprire una reale interlocuzione con le famiglie e a rivedere i suoi propositi. In un periodo in cui tutti fanno i salti mortali per garantire quanti più ambienti scolastici per ridurre le classi pollaio e favorire il distanziamento – aggiunge il sottosegretario barese – non si possono utilizzare le aule per gli uffici comunali. Se è vero che alla Del Prete sono diminuite le iscrizioni, è anche vero che si potrebbero usare quei locali per altre scuole del quartiere, che avrebbero necessità di sdoppiare le classi e non trovano spazi adeguati. Come Governo – sottolinea Sasso – stiamo stanziando milioni di euro proprio per gli enti locali, al fine di reperire nuovi ambienti per ospitare le classi, e Decaro invece ci mette su gli uffici del Comune? Al di là del valore storico e affettivo della scuola, è una battaglia di buon senso. In piena pandemia le scuole non si chiudono”.

Il rappresentante della Lega riconosce che la scuola “Del Prete” è una della realtà educative storiche della città, nonché fondamentale punto di riferimento per il quartiere Carrassi che “rischia di essere spazzato” a scapito di bambini e famiglie. L’appuntamento di domani è molto importante non solo per ribadire il diritto allo studio, ma per dare supporto, si spera non solo a parole ma anche con fatti, alle “forze vive – come da lui stesso definite – nella comunità cittadina pronte a mobilitarsi”. L’incontro dovrebbe tenersi intorno alle ore 10.30 davanti alla scuola Carrassi, salvo diversa decisione dell’ultimo minuto.

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