Fisco, Movimento Autonomi e Partite Iva: stralcio cartelle esattoriali non basta, serve condono equitativo

“Il condono previsto con lo stralcio delle cartelle esattoriali sotto i 5 mila euro è un primo passo verso una giustizia tributaria nei confronti dei lavoratori autonomi. Un ‘condonino’, molto costoso e senza benefici tributari e finanziari per lo Stato. Utile per tenere buoni 2,5 milioni di Partite iva che si lamentano da tempo”. Così in una nota Eugenio Filograna, presidente del movimento Autonomi e Partite Iva.
“In verità serve un vero condono equitativo, cioè la congiunzione tra il risanamento del bilancio dello Stato, che conta mille miliardi di crediti non riscuotibili, e un condono tombale equitativo al 30%, che coinvolge i terzi attraverso la cessione del credito inesigibile dello Stato, in cambio di un credito d’imposta tre volte più grande dell’acquisto effettuato”, spiega Filograna.
“Lo Stato pulirebbe il falso credito in bilancio, cedendolo a terzi in tranche di mille euro, al prezzo di 300 euro. Un titolo di credito compensabile in 10-15 anni con le proprie dichiarazioni dei redditi. Un titolo di credito cedibile mediante girata, anche ad un prezzo superiore a quello pagato. Una specie di cambiale liberamente circolante. Questo metodo farebbe incassare subito circa 300 miliardi di euro, e altri 250 miliardi circa  in 10-15 anni. Lascio immaginare il circuito benefico economico-sociale di questa operazione che sarebbe l’uovo di Colombo per far ripartire il Paese”, conclude il presidente di Autonomi e Partite Iva.

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