Il fisco europeo

Tra le tante riforme commesse al Pnrr c’è quella del fisco già indispensabile (specie per le pmi e per il sud) da decenni. Infatti abbiamo un fisco pensato per le grandi imprese e per salvaguardare il gettito che inchioda imprese minori e l’intero sud alla gestione di una burocrazia fiscale allucinante che ci condanna tutti al nanismo aziendale e alla disoccupazione diffusa e crescente.
L’imbecillità, si sa, è un pozzo senza fondo e quindi il dibattito può prendere percorsi suicidi. Si dice che certi stati europei sono paradisi fiscali dove molti disperati contribuenti italiani trovano rifugio per scansare la persecuzione fiscale nostrana. Quindi, da noi certa politica grida allo scandalo e pretende di andare a comandare in casa loro per indurre questi paradisi fiscali ad una tassazione più alta al solo scopo di renderla uguale alla nostra. Con la conseguenza -implicitamente voluta- di arricchire ulteriormente le casse pubbliche di quello stato.
Per completare il concetto si arriva a dire che serve un fisco uguale per tutti gli europei. Quindi l’impresa che dovesse decidere se insediarsi alle isole Tremiti o a Tolve nella meravigliosa Basilicata o a Bari, avrà le stesse “attenzioni” fiscali che avrebbe se si andasse ad insediare a Parigi o nella Ruhr!! Ma senza gli stessi vantaggi.
È un po’ come dire che se qualcuno ha una malattia o un debito -magari eterni come quelli che abbiamo noi meridionali verso il fisco- si deve fare in modo da far avere la stessa malattia e lo stesso debito a tutti gli altri! E non l’inverso!!! Senza inoltre por mente al fatto che se un’area d’Europa ha più servizi e beneficia anche di minore o uguale pressione fiscale rispetto alle altre.. sarà preferita per ulteriori investimenti condannando all’arretratezza coloro che già soffrono di ritardi nello sviluppo economico. Chiunque con un minimo di capacità di discernimento avrebbe dovuto chiedere una drastica riduzione del carico fiscale per l’Italia e per il sud Italia (che non ha mai beneficiato di una spesa pubblica per investimenti paragonabile a quella della Germania e della Olanda) in modo da compensare chi vi lavora dei minori servizi pubblici esistenti! E invece lungi dall’immaginare la riduzione delle tasse qui, si vorrebbe aumentarle lì… arricchendo ulteriormente quel governo!
Peraltro esistono anche le spese di ordinaria manutenzione delle opere pubbliche; come si può imporre la stessa fiscalità a due aree delle quali una non ha strade, aeroporti, università, ferrovie, … da riparare, pulire, gestire per opere di ordinaria e straordinaria manutenzione mentre l’altra ne ha tantissime? Sono costi molto diversi coperti dalla stessa fiscalità. Significa che parte del gettito ottenuto dalle aree prive di infrastrutture viene utilizzato nelle aree con molte infrastrutture (magari con ponti che cadono) per realizzarvi le opere necessarie per mantenere la funzionalità di quelle infrastrutture.
Una delle facezie che imperversano nei luoghi del potere è proprio questa di tendere ad un fisco uguale per tutti e non differenziato in base ai servizi pubblici erogati, che definisce inequivocabilmente il livello modesto del capitale umano delle persone che occupano le Istituzioni. Facendoci ridere dietro da tutto il mondo.
Non lo meritiamo.
Canio Trione

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