I primi 80 anni del grande Maestro molfettese Riccardo Muti

Per celebrare il compleanno del grande direttore d’orchestra Riccardo Muti, che mercoledì 28 luglio compie 80 anni, la Warner Classics ha pensato bene di pubblicare un cofanetto di 91 CD.
All’interno ci sono tutte le incisioni di repertorio sinfonico, sacro e concertistico realizzate tra il 1973 e il 2007.

Una retrospettiva discografica che ripercorre storiche collaborazioni con alcune fra le più importanti orchestre del mondo: Philadelphia Orchestra, Philharmonia Orchestra, Orchestra del Teatro alla Scala, Berliner Philharmoniker, Wiener Philharmoniker, Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks.
Si potranno così ascoltare musiche di Berlioz, Bruckner, Beethoven, Cherubini, Dvorak, Mozart, Schubert, Rossini, Schumann, Scriabin, Verdi e tanti altri.

Mentre il prossimo 29 luglio il maestro molfettese festeggerà il suo compleanno dirigendo un concerto nel Cortile d’Onore del Quirinale, alla guida dell’Orchestra Giovanile Cherubini, per celebrare l’apertura dei lavori del G20 della Cultura.

Inoltre Riccardo Muti coronerà un sogno della sua lunga carriera, quella di dirigere la “Missa Solemnis” di Beethoven, al Festival di Salisburgo, il 13, 15 e 16 agosto alla guida dei Wiener Philharmoniker, un’orchestra cui è legato da sempre.

Non poteva certo festeggiare meglio di così il suo compleanno il grande maestro molfettese, formatosi nello stesso liceo che frequentò Gaetano Salvemini. Poi si trasferì a Napoli a studiare pianoforte con Vincenzo Vitale, diplomandosi al Conservatorio di San Pietro a Majella.

La formazione del maestro Muti proseguì a Milano dove studiò composizione con Bruno Bettinelli e direzione d’orchestra con Antonino Votto, braccio destro di Arturo Toscanini.

Nel 1971, Muti iniziò la sua grande carriera dirigendo il “Don Pasquale” di Donizetti al Festival di Salisburgo alla guida dei Wiener Philharmoniker.
Da allora Muti si è confrontato con le più grandi orchestre, da quella del Maggio Fiorentino, di cui è stato direttore dagli esordi nel 1968 al 1980, a quella della Scala (1985-2005), alla londinese Philharmonia Orchestra (1973-1982), l’orchestra di Filadelfia (1980-1992), ai numerosi incontri con i Berliner Philharmoniker e oggi alla guida della Chicago Symphony, una delle più prestigiose orchestre del mondo sul cui podio arriva nel 2010 in veste di direttore musicale.

A Ravenna, nella città in cui vive con la famiglia, ha fondato la “Riccardo Muti Italian Opera Academy”, per trasmettere ai giovani musicisti la sua esperienza, e l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, formata da giovani strumentisti scelti da una commissione internazionale, mentre ricordiamo le 20 lauree “Honoris causa” conferite al maestro Muti dalle più importanti università del mondo.

Qualche giorno fa in una intervista ad un giornale Riccardo Muti ha parlato del livello della cultura musicale in Italia.

A volte mi sembra di parlare ai sordi. Muti che parla ai sordi… Avvilente” – dichiarava il grande maestro molfettese – “Non è mancanza di volontà, è ignoranza atavica. E dire che le radici della musica mondiale sono in Italia: Palestrina, Monteverdi, Frescobaldi, Luca Marenzio, Scarlatti…“.

Mimmo Spadavecchia

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