A Bitonto la sanità territoriale del futuro

In appena due anni e mezzo dal regolamento regionale sui presidi territoriali di assistenza, quello di Bitonto è diventato il modello di riferimento per il futuro della sanità territoriale in provincia di Bari con 2 sale operatorie dedicate a Chirurgia generale, ortopedica, ginecologica, urologica, proctologica, plastica vascolare, ambulatori specialistici, palestra per la riabilitazione, assistenza domiciliare, centro di terapia del dolore, continuità assistenziale, consultorio, e ancora medicina generale e pediatrica.

Se ne è parlato martedì durante un incontro con il Comune di Bitonto che ha ospitato la direzione generale della ASL di Bari e la direzione del distretto socio sanitario 3 di Bitonto-Palo del Colle.

La ASL ha preso un impegno nei confronti della comunità facendo diventare il presidio di Bitonto un esempio eccellente di interazione tra territorio ed ospedale – ha detto il dg Antonio Sanguedolce – la pandemia non ha bloccato l’assistenza anzi ha dato nuovo impulso ai servizi sanitari sul territorio dimostrando la loro efficacia e la maggiore incisività nel campo della diagnostica, della prevenzione, senza dimenticare la cura e il follow up delle diverse patologie.

✅Ad illustrare l’attivazione completa di tutte le attività previste dal regolamento regionale n. 7/2019 sui presidi territoriali di assistenza, la dottoressa Rossella Squicciarini, direttore del Distretto 3 della ASL che ha mostrato – dati alla mano – lo sviluppo rapido della offerta del PTA di Bitonto legato alla implementazione delle prestazioni specialistiche, del personale, della dotazione tecnologica e di tutti gli investimenti fatti per garantire assistenza a 360 gradi.

I fiori all’occhiello del presidio sono attualmente: i day service chirurgici, il percorso donna dedicato a diagnosi, prevenzione e trattamento delle patologie ginecologiche, gli ambulatori di Reumatologia e Diabetologia, Medicina fisica e riabilitativa, e la Pneumologia con visite pneumologiche, sviluppo di emogasanalisi, test del cammino, ossimetria notturna e un test genetico per rintracciare in tempi precoci le malattie respiratorie.

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